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Croce Rossa di
Maiori rischia di scomparire
Rischia di scomparire dopo venti
anni la prima delegazione della Costiera Amalfitana, una delle più
vecchie e importanti del Sud Italia. Un centinaio di volontari che
proprio lo scorso dicembre hanno festeggiato il primo ventennio di
attività. Nel gruppo dei volontari di Maiori c'è l’ispettore
nazionale dei volontari del soccorso Vincenzo Scognamiglio, che è
anche vicepresidente generale della Croce Rossa, oltre
all’ispettore regionale della Campania Andrea Camera, con attività
prestate in Italia e all'estero, ma soprattutto sul territorio che
viene controllato ventiquattro ore su ventiquattro dai volontari.
Nell’Asl Sa1 ci sono undici
postazioni di 118, pronto soccorso, che l’Asl ha ritenuto di dividere
fra le dieci associazioni presenti sul territorio senza effettuare
gara d’appalto, alle quali la Croce Rossa, quale ente pubblico, non
partecipava perché ne aveva proprio per questo convenzione diretta, l’Asl
ha deciso di dare dieci postazioni a dieci associazioni, fra queste la
Croce Rossa ha avuto quella di Positano, che le altre non avrebbero
mai voluto per la distanza da Salerno, mentre su Maiori si farà a
rotazione a seconda delle domande che arrivano, quindi possono
arrivare tutte e dieci le associazioni, che faranno un mese in più,
invece di fare ad offerte al ribasso. Ogni postazione infatti riceverà
7400 euro al mese per tutto l'anno, invece con le gare di appalto si
poteva anche risparmiare, ma poi ogni mese arriveranno volontari a
rotazione di paesi diversi che dovranno imparare anche il territorio.
Questo significa che se la CRI di Maiori non gestirà il servizio
rischia di perdere la sede, che viene gestita dalla Asl nella scuola
elementare e verrà data a chi gestirà il servizio, e di scomparire.
“Noi ci rimettiamo alle decisioni che
si vogliono prendere, ma i volontari sono amareggiati – dice
l’ispettore della CRI Daniela Volpe -, a prescindere dal servizio che
gli potrebbe essere tolto, ma anche come utenti perché lo
spezzettamento del servizio creerà discontinuità e problemi anche
logistici visto che i nostri volontari sono tutti del posto ed hanno
un background di conoscenza delle esigenze del territorio acquisito
negli anni, penso a come sia difficile per esempio intervenire in un
territorio come Tramonti con tredici frazioni con posti difficili da
individuare. Inoltre è un pezzo di storia che se ne va.”
Michele Cinque |