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è scomparso a 61 anni

Carmine Conforti professore di lettere e primo

responsabile della storia del WWF Costiera Amalfitana


Maiori. E’ scomparso l’alfiere della battaglia contro le perforazioni petrolifere in Costiera Amalfitana, il fondatore della prima sezione del WWF in Costiera Amalfitana. Ieri, nella sua abitazione di via Cerasuoli a Maiori, è morto il professore Carmine Conforti, 61 anni,  professore di lettere scuole superiori, uomo di grande cultura umanista e sensibilità ambientale, è stato il primo presidente del WWF in Costiera Amalfitana già dagli anni Settanta. Fra le sue battaglie ricordiamo la vittoria contro le perforazioni petrolifere che la Elf stava per effettuare in Costiera Amalfitana negli anni Ottanta, grazie a lui si organizzarono movimenti di cittadini e politici che portarono ad un ricorso, vinto, al Consiglio di Stato e addirittura all’emanazione di una legge che ha vietato per il futuro le ricerche petrolifere nel Golfo di Salerno. Conforti si è impegnato, con discrezione e riservatezza, senza ricercare il palcoscenico della stampa o i vantaggi della politica,  su tutti i fronti, muovendosi, per l’ambiente, lui che era costretto su una sedie a rotelle,  perché aveva perso l’uso delle gambe per la poliomielite a cinque anni, più di chiunque altro in Costiera Amalfitana. Ha fatto molto anche per la cultura e storia della Costiera amalfitana scrivendo, fra l’altro, una pietra miliare come “La Costiera Amalfitana tra consumo e tutela”.

“Era un uomo di grande cultura e umanità – dice Gioacchino De Martino, che lo ha seguito in tante battaglie col WWF -, un uomo che ha affrontato la sua condizione con grande coraggio partecipando alla vita sociale in maniera straordinaria.”

“Ho uno splendido ricordo di lui, è stato il primo a difendere questo selvaggio, ma vulnerabile microcosmo della Valle del Porto di Positano – dice il poeta Gianni Menichetti -, si è sempre esposto con coraggio  ed è stato il primo a scrivere degli scempi e discariche che avvenivano in questa zona che dovrebbe essere protetta, è una persona che ammiravo e per cui avevo una grande stima umana anche per affinità elettive, aveva una vastissima cultura umanistica. Andavo spesso a trovarlo, un tipo molto all’antica col senso ed i modi della gentilezza composta e riservata di una volta che stimavo moltissimo.”

Conforti non è mai stato fermo nel difendere l’ambiente della sua amata Costiera e nel notare quelle trasformazioni di quello che lui definiva “cosmesi superficiale” di questa bellissima terra di cui lui era innamorato. Ci piace chiudere questo ricordo con una sua riflessione su un libro “La Costiera Amalfitana tra consumo e tutela” che, pur scritto più di un decennio fa è ancora attualissimo.

<<La Costiera amalfitana è un bene culturale di interesse nazionale. Da questa premessa, tuttora valida nonostante l’inconsulta rapina degli ultimi trent’anni, bisogna partire per immaginare un futuro diverso per questo territorio, capace non solo di tutelare ciò che può ancora essere salvato, ma anche di riqualificare l’intero sistema di rapporti ambientali della zona. L’importanza delle emergenze naturalistiche, la singolarità del paesaggio e la presenza di significative testimonianze monumentali ed artistiche costituiscono un patrimonio non comune di risorse, sul quale è possibile fondare un modello alternativo di sviluppo, definitivamente svincolato dal condizionamento degli interessi settoriali. Quello che occorre è un salto di qualità culturale, che consenta di convincersi - una volta per tutte - che la consumazione del patrimonio ambientale, se può fare la fortuna di singoli gruppi o individui, scarica poi immensi costi sociali ed umani sull’intera collettività e sulle generazioni a venire, per le quali si prepara un imponente disastro fatto di inquinamento, degradazione del suolo, saturazione del territorio, e irreparabile perdita di risorse, possibilità ed energie. ... A questa logica, che distrugge il capitale della collettività ad esclusivo vantaggio privato, bisogna sostituire quella dell’interesse pubblico alla sua tutela, l’unica che consente di goderne i frutti in maniera duratura e che ne garantisce la sopravvivenza a beneficio di tutti.>>.

Michele Cinque

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