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Svuotare il senso di un consiglio generale, e poi aumentare il numero
degli assessori.
E così presso la Comunità Montana “Penisola
amalfitana” una maggioranza risicata di appena 28 consiglieri
su 53 intende anche stravolgere i poteri e il senso del consiglio
generale, svuotando di fatto le sue stesse
competenze. In tarda nottata di lunedì (5 dicembre) si è conclusa, in un clima teso, la seconda
lettura e votazione dello Statuto che dovrebbe regolare ogni attività
dell’ente sovraccomunale che oltre ai 13
comuni della costiera, vede nel suo consesso anche i rappresentanti di Corbara e di Sant’Egidio
del Monte Albino.
Accade così - caso unico in Italia - che uno Statuto venga modificato con i soli voti della
maggioranza, targata Ds, Margherita, Sdi e Udeur,
non tenendo conto di leggi, regolamenti e della ferma opposizione
degli unici tre consiglieri – Salvatore Della Pace, Salvatore Di
Martino e Giocondo Cavaliere del gruppo “Rinnovamento” espressione del
centro sinistra – che hanno tentato di apportare, mettendo punto per
punto a votazione, le dovute modifiche al testo che la maggioranza si
è invece apprestata a votare in tutto il suo contenuto.
L’articolo 6
dello Statuto parla delle competenze del
consiglio generale. Questo articolo nasce e muore,
attualmente (secondo ciò che è passato in consiglio), con il
seguente comma: ”Il consiglio generale è l’organo di indirizzo e di
controllo dell’ente. Al consiglio generale spettano le attribuzioni e
le competenze assegnate dalle leggi comunitarie, statali e regionali”.
Questa affermazione, così com’è, è priva di
ogni significato, perché tutti gli statuti (comunali, provinciali,
regionali, ecc.) specificano nel loro interno le competenze
dettagliate del consiglio generale disciplinando così specificatamente
le materie, le modalità, gli obblighi, le responsabilità. Infatti,
sono state depennate le seguenti funzioni: “approva
i programmi, determina le indennità di carica del presidente, del vice
presidente, assessori, nomina il revisore dei conti, il difensore
civico, delibera le convenzioni, delibera gli appalti e le
concessioni, nomina la designazione dei propri rappresentanti presso
enti, aziende ed istituzioni, ecc.”
Ma
alla Comunità Montana “Penisola Amalfitana”
così non potrà essere più, stravolgendo di fatto ogni principio
democratico. Secondo Squizzato,
assessore e capogruppo di opposizione al
comune di Cetara replica secco in difesa
dell’intera giunta: “Non abbiamo fatto altro che riferirci al d. lgs 18 agosto
2000 num.267”, visto che l’opposizione
altro non chiedeva che approvare tutti i passati comma dell’art.6,
attenendosi alla legge. “Se siete in buona fede li
reintegrate – ha ribadito Salvatore Di Martino, già
sindaco di Ravello – altrimenti vi assumete tutte le responsabilità
per quello che state mettendo in essere, dove ormai non si rispettano
più le leggi”.

Nella foto:
Parte dei componenti della giunta |
Dal canto suo il
presidente Raffaele Ferraioli ha
così risposto: “la maggioranza decide e approva. Inserirli è inutile,
va bene come abbiamo deciso, non vedo dove è lo scandalo”. Così,
mentre all’articolo che riguarda i compiti del consiglio generale si
depenna, all’articolo che chiarisce le funzioni della giunta, art. 27,
si lascia tutto immodificato.
“Si è in presenza di un allegro condominio – ha
accusato durante la seduta Salvatore Della Pace, già sindaco di
Maiori - c’è il capo condomino, Raffaele Ferraioli,presidente
dell’ente, e il vice capo condomino, Franco Massimo Lanocita, i quali senza pudore, in sfregio
alle regole più elementari della democrazia, cancellano tutto quello
che li obbliga a una forma partecipativa alla gestione della cosa
pubblica. Ecco perché siamo in presenza di
un allegro condomino – specifica, rimarcando la denuncia, il
capogruppo di maggioranza al comune di Maiori - i consiglieri della
maggioranza tacciono non perché non capiscono la gravità della ferita
data alla regola fondamentale della democrazia partecipativa, ma
semplicemente perché il loro silenzio poi domani sarà ricompensato con
il solito posto di sottogoverno. L’unica arma che abbiamo è la nuda
parola e se nulla dovesse mutare saremo
costretti anche ad utilizzare la forma più estrema del dissenso con
l’occupazione dell’aula consiliare della Comunità montana”.
Allo stato,
quindi, cosa potrà accadere se passasse questo Statuto? Che per la
convocazione e lo svolgimento degli argomenti i
singoli consiglieri altra possibilità non avrebbero se non quella di
ribadire volta per volta un proprio diritto, magari dovendo rivolgersi
all’autorità amministrativa, e alla Giunta sarebbe concesso
praticamente tutto. “Arriveremo che in consiglio generale si andrà una
volta l’anno o massimo due – chiarisce
Salvatore Di Martino - solo per l’approvazione del bilancio e del
rendiconto. Non è certo questo un principio di democrazia”.

Nella foto:Salvatore
Di Martino, già sindaco di Ravello, con il gruppo di minoranza
“Rinnovamento”
Altra nota: il
sindaco di Tramonti, assessore alla comunità montana, Armando
Imperato, che da più di un anno e mezzo vieta alla minoranza di
poter eleggere un suo rappresentante presso l’ente, ha approvato, con
grande imbarazzo, anche l’art. 5 che riguarda la composizione del
consiglio e dove si legge: “al
fine di evitare reciproche interferenze nel voto si procede con
votazione separata tra i consiglieri eletti nelle liste che sono
risultate maggioranza nelle consultazioni comunali, e tra quelli
eletti nelle liste che sono risultate minoranza”. Esattamente quello che non sta avvenendo presso il
suo stesso Comune.
Lunedì 12, alle
ore 19, secondo round di questa vicenda.
6 dicembre 2005 |