Ledere
il diritto di cronaca regolamentando a proprio gradimento “l’accesso
all’informazione”. E’ questo l’ultimo emendamento inserito nelle Norme
transitorie e finali dello Statuto, in questi giorni in discussione in
comunità Montana “Penisola Amalfitana”, e proposto dalla giunta
targata Ds-Margherita. Modifica subito approvata, e senza che nessuno
dei 30 consiglieri di maggioranza avvertisse un’ombra di disagio e di
disappunto.E così, nonostante
i numeri risicati e la richiesta da parte del gruppo di minoranza dove
fanno parte indipendenti di sinistra, di Forza Italia, Udc e Alleanza
Nazionale, di rispettare le leggi che prevedono il divieto di
aumentare gli assessori da 8 a 10 per una comunità montana formata da
53 consiglieri, (legge regionale n.6 del ‘98), e di non svuotare le
competenze del consiglio generale cancellando tutti i comma dell’art.
6, con i soli voti della maggioranza approvano in seconda lettura lo
Statuto, con piccole modifiche emendamentali.
Ma questa volta, evidentemente, si
vuol metter mano anche a dei principi garantiti dalla Costituzione con
l’art.21 (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero…”) e dalla legge che regolamenta la professione giornalistica
(art.2, legge 3.2.63 num. 69: “E’ diritto insopprimibile dei
giornalisti la libertà d’informazione e di critica…”).
L’emendamento approvato tra le Norme
transitorie e finali, parla così di regolamentare “il diritto
all’informazione in ogni sua accezione con riferimento particolare
alla qualificazione della stessa, adottando uno specifico regolamento
per l’accesso all’informazione entro e non oltre 6 mesi dall’entrata
in vigore dello Statuto”. Questo regolamento, ovviamente, fa
riferimento a come i giornalisti debbono comportarsi quando si
celebrano i consigli generali.
Lo stesso Franco Massimo Lanocita,
vice presidente dell’ente, e proponente dell’emendamento ha così
sottolineato questa esigenza: “sarà un modo così di metter ordine a
questo settore. Una telecamera
viola, se non consentita, il diritto alla privacy. Non è possibile che
chiunque entri possa fare
riprese, e poi i giornalisti dovranno essere qualificati”. Dello
stesso avviso anche Francesco Criscuolo dell’Udeur che anzi
cita l’art.21 della Costituzione ma perché ci “sia pari dignità anche
per noi che facciamo parte delle istituzioni”.
“Questo
è semplicemente un modo per imbavagliare la libera stampa – risponde
dai banchi della minoranza Salvatore Della Pace, che poi per
protesta hanno abbandonato l’aula - questo è un altro scandalo, perché
così operando questa maggioranza ha dimostrato il suo vero volto: si
può scrivere ma si deve essere servi del piccolo potere che
gestiscono, e chi non è di questo avviso non è gradito e bisogna
quindi creare un apposito regolamento. Crediamo fermamente che mai nei
consessi civili e liberi si sia arrivato a tanto, eppure, due marpioni
della politica, Raffaele Ferraioli e Franco Massimo Lanocita, hanno
voluto fare il braccio di forza con chi stava semplicemente svolgendo
liberamente il proprio lavoro. Ma il nostro abbandono dall’aula andrà
oltre e ci saranno altre forme di proteste per rendere ridicoli questi
atteggiamenti che sanno soltanto di vera prepotenza e di vero stile
padronale”. Salvatore Di Martino, già sindaco di Ravello, sopra le
righe ha mostrato nel suo intervento di difesa dei principi che
governano la democrazia, l’errore che si stava commettendo: “quando il
potere teme i giornalisti c’è fatalmente tutta la debolezza e la
carenza di proposte – ha affermato Di Martino durante l’assemblea -
voi avete stravolto lo statuto, lo avete immiserito per consolidare i
vostri calcoli di posti da spartire. Non sapete replicare alle nostre
argomentate osservazioni e trovate quindi diletto nell’offendere chi
di questo teatrino ne fa i resoconti imparziali”. E per tentare di
sancire definitivamente il principio più elementare della democrazia,
tutte le minoranze hanno proposto nell’art.51 che riguarda
l’informazione il seguente emendamento:“ l’accesso ai lavori del
consiglio generale è libero e garantito a tutti, stampa compresa, la
quale con i mezzi più idonei che ritiene opportuni, farà il proprio
lavoro”. La maggioranza, sicura di sé, ha bocciato però l’emendamento
e cosa più grave, alla fine ha proposto addirittura un modo come
imbavagliare gli operatori dell’informazione.
Non si è fatta attendere la presa di
posizione delle associazioni di categoria dei giornalisti. “Ci
aspettiamo che ci sia più trasparenza degli atti pubblici e un
migliore accesso da parte dei giornalisti che svolgono il proprio
lavoro, e non che si limiti il diritto di cronaca – hanno scritto in
una nota apparsa su tutte le agenzie stampa i responsabili delle
associazioni “Giornalisti per la legalità” e “Indro
Montanelli” – il regolamento non deve limitare la libertà ma anzi
deve essere salvaguardata e migliorata”.
Perché
senza il rispetto del ruolo dell'informazione e della sua
indipendenza, una democrazia è pura finzione.
14 dicembre
2005
foto1: Comunità
Montana-Giunta FERRAIOLI-LANOCITA-SQUIZZATO
foto2: Comunità
Montana-primoPiano SALVATORE DELLA PACE gruppo di Minoranza |
LETTERA APERTA:
PERCHE’ E’ GIUSTO RIBELLARSI
“Non c’è democrazia
se non si dà per scontato che l’informazione è grande in quanto tale,
e non è assoggettabile a qualsiasi forma di manipolazione”
Alla Comunità Montana
“Penisola Amalfitana” il giorno 12 dicembre 2005 si è verificato
l’episodio più squallido che possa esistere nel campo della politica.
Una rabberciata maggioranza, composta da Ds e Margherita, prima si
sono spartiti il bottino sia dei posti chiave e sia della giunta, e
poi, per accontentare gli altri due pretendenti, il gruppo Sdi e Udeur,
hanno trovato comodo mettere mano allo statuto dell’Ente prevedendo
l’aumento del numero degli assessori e ipotizzando anche la crescita
delle commissioni consiliari. Ma non si sono fermati qui, hanno
svuotato le competenze del Consiglio generale e hanno ridotto ogni
spazio di partecipazione.
Chi scrive è stato
sindaco di Maiori e attualmente svolge la carica di capogruppo della
minoranza in Consiglio generale della comunità montana. Ha avuto
sempre la tessera prima del PCI e poi del DS. Ma quando ha constatato
che questo partito è bravo soltanto a gestire il sottogoverno e la
mera spartizione di posti e prebende, lo ha abbandonato, ovviamente
restando sempre un uomo di sinistra.
La stessa sorte è
toccato ad un altro compagno generoso della Costa d’Amalfi, Salvatore
Di Martino già sindaco di Ravello.
Ma nel corso della
discussione sull’articolo 51 dello Statuto che espressamente parla
dell’informazione, la maggioranza per bocca del presidente Raffaele
Ferraioli e del suo vice Franco Massimo Lanocita, ha sfiorato il
ridicolo: non avendo gli elementi per contrastare le nostre posizioni
di principio, si sono scagliati con veemenza, e con toni arroganti e
pretestuosi, contro i giornalisti presenti alla seduta. Il torto di
questi professionisti è stato unicamente quello di fare il proprio
lavoro, e cioè prendere appunti e filmare i momenti più caldi della
seduta. Hanno avuto il coraggio, oltre alle minacce, di inserire nelle
norma transitorie e finali un emendamento che testualmente recita: “
apposito regolamento disciplinerà l’accesso all’informazione”. Questi
stessi uomini sono coloro i quali hanno violato leggi pur di far
passare uno Statuto di comodo. Non si sono preoccupati di depennare
gli spazi di democrazia del consiglio generale. Di fronte a tanta
debolezza, hanno trovato la forza in chi liberamente stava svolgendo
il proprio lavoro. Di fronte a questo atto di angheria, il
sottoscritto e i consiglieri del gruppo di minoranza hanno abbandonato
l’aula, e hanno chiarito che ogni regolamento serve ad allargare dei
principi già sanciti e non a minacciare, strumentalmente, una forma di
ricatto così palesemente evidente. E’ come dire: “state attenti, vi
sistemeremo noi”. Ma i piccoli uomini restano tali anche se hanno il
potere. I piccoli uomini non possono esaltarsi se non con piccoli e
assurdi comportamenti. Scrivo questa lettera aperta perché è stato
ferito un principio: non c’è democrazia se non si dà per scontato che
l’informazione è grande in quanto tale e non è assoggettabile a
qualsiasi forma di manipolazione.
Salvatore Della Pace
Capogruppo di
minoranza alla Comunità Montana “Penisola Amalfitana”
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