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LA PIZZA IERI E OGGI


Fin dai primi tempi di vita dell'uomo sulla terra, abbiamo notizie di un pasticcio equivalente all'attuale nostra pizza..

Chicchi di grano crudo, frantumati e macinati da pietre rotative, trasformati in polvere che, unita ad acqua, e posti su pietre roventi, diventano il primo sufficiente nutrimento.

La lievitazione ottenuta dall'impasto acqua-farina diventerà materia per impasti futuri. Dai dischi di terra cotta, sostitutivi delle vecchie pietre roventi, si passa al forno conico di argilla alimentato a legna, e sagomato in modo tale da dividere la parte riservata al fuoco da quella riservata alla posa delle schiacciate di farina impastata. Riti, con offerte alle divinità di tali focacce, sono di norma in quel tempo.

Col passar degli anni, le focacce di farina vengono arricchite di olive, di ciccioli di maiale, dì miele... dando luogo a veri e propri pani dolci.

Solo nel 1700 compare la prima vera pizza, quella al pomodoro con la sua veste rosseggiante.

I Napoletani furono i primi, in Italia, a fare, della pizza, la loro specialità culinaria forse perché, pur essendo un alimento completo che richiedeva tanta arte, poteva essere, per condizioni economiche, alla portata di tutti.

La povertà, allora, equivaleva a miseria e la pizza era più che idonea a sfamare tante bocche.

Nel 1830 viene aperta, a Napoli, la prima vera pizzeria denominata «Port' Albero», sita tra piazza Dante e Via Costantinopoli.

Un pezzo di pasta di pane, allargato e ben disteso, premuto col palmo della mano, condito con olio e messo a ben cuocere, questa è la specialità del locale.

Nel 1889 Re Umberto I è a Napoli con la consorte Regina Margherita. Don Raffaele Esposito e la moglie Rosa vengono chiamati a corte per preparare pizze. Tante ne preparano; una, in particolare piace ai Sovrani; è quella al tricolore, fatta con mozzarella di bufala, pomodoro e basilico. Da quel giorno, quella pizza porterà per sempre il nome di «Margherita».