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L'importanza dell'acqua è a tutti ben nota: essa è all'origine della vita, è

fondamentale in tutti i processi biologici, è indispensabile alla sopravvivenza

dell'uomo e costituisce il materiale fondamentale per tutte le attività civili, agricole ed

industriali.

 

 

 

 

 


PATRIMONI DA SALVARE


Viaggio tra le sorgenti di Tramonti:

 

L'acqua di Tramonti (quella che fa così saporita la Cucina Tipica di Tramonti, nonché la Pizza che a Tramonti è insuperabile) sgorga da molte sorgenti di piccole e di grandi dimensioni, portata e qualità.

Tramonti possiede molte sorgenti d'acqua conosciute bene dalle persone anziane, un pò meno dai più giovani e affatto dalla maggioranza dei giovanissimi.

Disseminate sul territorio di Tramonti, secondo il criterio delle 'falde' troviamo sorgenti d'acqua nelle vicinanze di rocce, pareti di tufo, oppure in tutte quelle situazioni geologiche fatte con la struttura dei vasi comunicanti per cui si assiste alle cosiddette "sorgive" cioè acqua che sgorga per terra in determinati luoghi e condizioni.

Sono sorgenti dai nomi suggestivi, tanto da sembrare tratti da libri di fiabe per i più piccini, che in una sola battuta sintetizzano l'orografia del posto in cui sono situate o l'elemento, magari religioso o laico, che le contraddistingue.

Immaginando di fare un giro, cominciamo con la sorgente della "carestia", nome che esprime tutto un programma, che si trova nella vallata della borgata di Paterno.

Salendo la china, di giù dal Passo fra Tramonti e Ravello troviamo "a 'ruttecella" che spiega da se che si tratta di una sorgente che sta sotto a una piccola grotta: una grotticella; dall'altro lato del Passo scorre “ l'acqua Saucana” che è una sorgente sulla china che scende a Sambuco, frazione territoriale di Ravello che in dialetto viene detta 'Sauco' da cui 'saucana' è l'aggettivo.

Andando verso il monte Cerreto abbiamo le sorgenti di" o 'Vrecciaro" e "o 'Vrecciariello", una più piccola dell'altra, come si evince dai nomi, ambedue situate nel versante della montagna che guarda verso Amalfi, tant'è che più giù, ma siamo nel territorio amalfitano, poi c'è l'acquedotto del monte Ceraso che potrebbe essere collegato con le nostre sorgenti che sono poco distanti; la parola 'vrecciaro' (ed il suo diminutivo vezzeggiato vrecciariello) proviene da 'brecciaio', cioè luogo dove la roccia è frantumata in brecce “vrecce” in dialetto). Dall'altro lato di Tramonti abbiamo la sorgente di "Papisco " , nome altamente suggestivo, nella frazione di Campinola.

Scavalcando la collina, valicando il colle di Santa Maria, abbiamo il corso del torrente che nei secoli precedenti ha tracciato un vallone che serpeggia da Capitignano fino a Polvica, quasi, e che raccoglie le acque di varie sorgenti: da quella di "Pucciole" che è proprio una ferita nella roccia, a quella di "Cannelle" da cui il ponte prende il nome. Tra le due si trovano tante piccole periodiche sorgenti (dalle pareti di tufo) e "sorgive", cioè anche acqua che sgorga sul fondo o a lato del letto del torrente, e di solito in terreno cretoso.

Qui non troviamo una nomenclatura precisa, perché queste 'sorgenti periodiche spuntano e scompaiono, sono sensibili alla siccità e generose durante l'abbondanza delle piogge.

Possono anche camminare, in un certo senso, andando a sgorgare più in la o altrove; quelle che sgorgano a terra in genere si lasciano chiamare "o Vullo", che proviene dal dialetto napoletano 'volle' che significa bolle, dal verbo bollire, per cui 'vullo' sta per 'qualcosa che bolle' (da sottoterra).

Parliamo delle sorgenti di Trugnano e di Corsano non a caso, ma per l'importanza che rivestivano nel passato ed in particolare nel caso della sorgente di Trugnano.

E' in questi luoghi e dalle vallate vicine che ha origine il torrente Satrono, afluente del fiume Reginna che sfocia nella baia di Maiori.

Il Satrono attraversa tutta l'intera vallata di Tramonti; un tempo, lungo il corso, alimentava i mulini e le 18 cartiere esistenti fra Tramonti e Maiori prima dell'alluvione de125-26 ottobre 1954 che colpì quest’ultimo e alcune frazioni di Tramonti.

In tutte le frazioni e le case dei tramontani è giunta l'acqua potabile soltanto 20-30 anni fa. Difatti le persone erano costrette a recarsi alla sorgente per bere, cucinare, dissetare il bestiame, lavare i panni. Pertanto rappresentava un gran sacrificio procurarsi l'acqua indispensabile al fabbisogno giornaliero bisognava percorrere lunghi tratti a piedi e aspettare il proprio turno; in questi momenti di attesa si creavano delle occasioni di incontri, di scambi, di battute e burla.

Dalla sorgente di Trugnano sgorga l'acqua per l'intero anno, tant'è che veniva considerata la fonte più importante di Tramonti. Si racconta che persino di notte non veniva mai lasciata sola e, per evitare l'affollamento nelle ore diurne, c'era gente di Campinola, Chiunzi e persino di Cesarano e Pietre che si recava sul posto per il rifornimento.

Un tempo il suo getto d'acqua era più abbondante e la posizione era più addossata alla parete di tufo; questa però crollò e così si dovette spostare il punto che consentiva di attingere l'acqua, di circa una quindicina di metri.

Tutto ciò accadeva intorno agli anni '50, ed è proprio a quel periodo che risale la sistemazione della via di accesso alla sorgente.

A tal uopo furono costruiti dei gradini e un ponticello di cemento successivamente sostituito da un ponte in legno. Attualmente la fontana è ancora raggiungibile ma i gradini sono in parte coperti da terreno in quanto nel '75 un forte vento sradicò alberi modificando parzialmente la morfologia di accesso al luogo.

La sorgente di Corsano, invece, è sita nella sottostante vallata dietro la piazza Lauro; una ventina di anni fa un piccolo sentiero largo meno di mezzo metro consentiva di raggiungerla. L'acqua sgorgava a piccoli rivoli dal tufo della grotta e veniva raccolta e incanalata in un tubo di ferro che fungeva da rubi- netto per mezzo di un bacino costruito di proposito largo un paio di metri quadrati. Attualmente la grotta è crollata occludendo la sorgente e il sentiero non è più percorribile.

E' un vero peccato che questi luoghi siano abbandonati all'incuria del tempo: ricordiamo che ancora oggi rappresentano i posti più caratteristici di Tramonti.

 Andrebbero quindi preservati e mantenerne intatta la bellezza e la suggestione.

 

Tratto da "Tramonti nel Mondo" novembre 1993 n.4/5 di Genoeffa Fierro

per informazioni rivolgersi a:

info@tramontipizza.org