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La città- Quotidiano di Salerno e Provincia          

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giovedì 19 giugno 2003
Operazione dei carabinieri: sono stati denunciati i titolari di due locali cittadini e il loro fornitore di Tramonti
La guerra delle mogli ai video-poker
Donne disperate fanno sequestrare le macchinette ad Amalfi

Gaetano de Stefano


AMALFI. Il tarlo del gioco, il miraggio di una vincita facile e immediata aveva ''ammaliato'' tante, troppe persone. Genitori, figli, studenti, operai, impiegati, che, attratti da un ipotetico guadagno improvviso e, all'apparenza, senza rischi, trascorrevano ore e ore davanti alle macchinette mangiasoldi dei video-poker. Con un risultato che, il più delle volte, non era certo quello agognato. A rimetterci, infatti, erano sempre loro, i giocatori, capaci in pochi giorni di dilapidare anche lo stipendio o addirittura i risparmi accantonati con sacrificio. La vera e propria ''febbre'' avrebbe colpito moltissime persone ad Amalfi e nei centri limitrofi. Ragazzi e adulti che, al ritorno a casa, dopo una serata consumata a infilare monete nelle apparecchiature elettroniche, si vedevano costrette anche a dover confessare ai congiunti la triste verità. Magari con tanto di promessa solenne di non ritentarci più. Ma le ''sirene'' dei fac-simile delle slot machine era troppo forte, il richiamo veramente irrinunciabile. Così forte che in parecchi hanno rischiato di ridursi sul lastrico e di mandare in fumo anni e anni di sacrifici. Almeno fino a quando mogli, fidanzate e parenti non hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri della Compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Emanuele Galtieri. Nella caserma di via Casamare sono giunte tante segnalazioni, che indicavano circoli o bar nei quali si giocava d'azzardo. A volte le richieste di aiuto assumevano i connotati di ''suppliche'' affinché venisse fermato il circolo vizioso che stava rovinando la vita a diversi nuclei familiari. Al punto tale che, il più delle volte, non c'erano neppure i soldi per comperare i generi di prima necessità, proprio a causa delle perdite subite. Una situazione, insomma, insostenibile, che rischiava di trasformarsi in una sorta di baratro senza fondo, dal quale sarebbe stato difficile, se non impossibile, risalire, qualora non si fosse intervenuto subito. E, così, i militari del Nucleo operativo e radiomobile, guidato dal maresciallo Paolo Maiellaro, hanno voluto vederci chiaro e indagare sul fenomeno denunciato per andare fino in fondo nella vicenda e verificare la veridicità o meno delle segnalazioni. Affiancati da esperti di apprecchiature elettroniche, i carabinieri hanno ispezionato bar e circoli di Amalfi. E hanno potuto appurare che le ''soffiate'' non erano affatto campate in aria. In due noti locali di Amalfi, infatti, sono stati individuati alcuni video-poker che avevano subito modifiche rispetto ai parametri stabiliti dalla normativa vigente. In pratica, attraverso degli speciali congegni, le macchinette permettevano una variazione del gioco e, conseguentemente, davano agio agli scommettitori di puntare cifre molto più alte rispetto a quelle consentite dalla legge. Per questo motivo, i videopoker illegali sono finiti sotto sequestro mentre i gestori dei locali che ospitavano le macchinette mangiasoldi sono stati denunciati a piede libero. I deferimenti all'autorità giudiziaria hanno colpito A. S., di trent'anni, e B. D., di 45, entrambi residenti ad Amalfi. Analoga sorte è toccata al fornitore delle apparecchiature, A. C., un quarantacinquenne residente a Tramonti. L'inchiesta, tuttavia, è ancora in corso e non si esclude che nei prossimi giorni le verifiche possano interessare altri paesi della Costiera. Le segnalazioni ai carabinieri, d'altra parte, non sono giunte soltanto da Amalfi.