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10 Agosto 2002 AGLI AMICI DI CAMPINOLA
Ma questo dopolavoro di Campinola...
Molto tempo è trascorso da quando
nella piccola piazzetta di Campinola giocavo alla “Campagna o Merru
Merru”. Allora era il punto di ritrovo di tutti i Campanoresi, c’erano
tanti negozi e attività artigianali e vi si svolgevano feste e comizi.
Questo luogo, dove i nostri genitori hanno trascorso tutta la loro
esistenza è rimasto positivamente nel cuore di tutti noi.
Poi, negli anni
sessanta il grande boom dell’emigrazione che ci ha separato, ognuno ha
cercato e trovato fortuna altrove senza mai però dimenticare questi luoghi
e ritornandoci tutte le volte possibili.
Anch’io ci torno
tutti gli anni e noto che in quella piazzetta tanto cara, c’è sempre meno
gente, i negozi sono tutti spariti e gli abitanti del posto l’attraversano
in fretta e con indifferenza; anche se per me risulta essere quasi più
bella di quella di Capri. Ma questi sono i miei ricordi ed il mio legame
con questa terra, e quella piccola piazza dove ho vissuto la mia
giovinezza mi e’ entrata nel cuore,insieme a tutti i miei piccoli allora
compagni di giochi ed alle loro famiglie. Sono passati troppi anni
d’allora ma i miei sentimenti
non sono cambiati e quando, passeggiando per le stradine del mio paese
sento solo il vociare dei ragazzini che giocano ma non più quello degli
adulti che, ritrovandosi nel “dopolavoro” urlavano per una scopa mancata, mi si
stringe il cuore.
L’unica cosa che tiene ancora viva questa piazzetta e’ il “dopolavoro”. E si, in questo luogo hanno trascorso tutta la vita i nostri genitori e gran parte di noi. E’ li’ che si decidevano contratti, che si vendeva o comperava, che si cercava lavoro. In breve la storia della nostra frazione e’ stata scritta nel “dopolavoro”.
A mio parere il “dopolavoro” ha avuto una forte valenza sociale nella storia di Campinola e ritengo che debba essere mantenuto operante e funzionante tutto l’anno. Consideriamo anche il fatto che tanti bambini lo vivono come punto di ritrovo per i loro giochi.
ORA VORREI PORRE A TUTTI NOI UNA DOMANDA:
”DOVE POSSIAMO
RACCONTARE LA STORIA DELLA NOSTRA BORGATA, DEI SUOI ANTICHI ABITANTI E
DELLE LORO FATICHE SE NON NEL MEDESIMO POSTO DOVE SONO STATE PRESE TUTTE
LE DECISIONI COMPRESE QUELLE DI CERCARE LAVORO ED UN PO’ DI FORTUNA IN
ALTRI LUOGHI?
Il “DOPOLAVORO “ rappresenta la CONTINUITA’, rappresenta il mantenere viva
la storia antica, rappresenta il non dimenticare la nostra miseria, le
nostre angosce, i nostri dubbi, ma soprattutto i nostri momenti di
GIOVANISSIMA FELICITA’.
Ben vengano nel paese altre strutture ricreative che possano aumentare la
vita sociale, l’incontrarsi, il parlare fra di noi e mantenerci uniti, ma
chiederei di non abbandonare MAI
il “DOPOLAVORO”. Se lo abbandonassimo significherebbe cancellare i nostri ricordi, e con loro, NOI STESSI. |
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