Elogio agli operatori GEA

 

 

La sera del 20 agosto ho assistito ad una serata particolare, emozionante e carica di magia.  “Senza confini” è stata sicuramente un’occasione di incontro di tante realtà affascinanti e Gino ha egregiamente diretto, come un appassionato maestro d’orchestra, queste “capacità locali”. Che voci! Che bravi ballerini!......

 Bravo Gino, quella sera  i confini di spazio e tempo non esistevano. Eravamo lì in piazza Treviso, ma lo spettatore attento chiudendo gli occhi  poteva magicamente essere trasportato in altri luoghi, dalle note delle canzoni o dal ritmo della musica dei balletti, tutto magistralmente interpretato.

 Il tempo…riportarci indietro con la toccante storia di “Peppe ‘o scem” è stato uno dei momenti più belli per me e non credo solo per me, i cenni del capo della folla erano la prova che tutti eravamo ritornati alla nostra infanzia, adolescenza o giovinezza attraverso l’emblematica figura di Peppe. Tutti avevano un caro ricordo aggrappato alla sua stravagante esistenza. Grazie Gino sei stato un abile Merlino e Paola un’attenta Morgana. Un elogio anche perché sapientemente hai saputo amalgamare il sociale al magico. Ma…il momento magico che tutta la platea stava vivendo è stato interrotto da uno strappo che violentemente ci ha riportato alla realtà. Una manciata di parole fredde, inopportune, avulse da quel bel contesto pronunciate dal presidente della cooperativa GEA: “…a Tramonti si pensa a costruire solo case e strade…”. Sono bastati questi pochi attimi a stendere un velo di tristezza, solo su di me? Tante, tantissime…infinite sarebbero state le cose da dire su ciò che era stato portato su quel palco, eccetto che un appunto politico…un attrito personale. Io mi aspettavo  un plauso ai ragazzi, un riconoscimento, parole di gratitudine per i collaboratori della Gea che hanno reso possibile un sogno, ciò che Peppe non ha potuto vivere: un gruppo di diversamente abili che cantavano in coro. Io sono un insegnante di sostegno e so quanto lavoro, amore, sacrificio e pazienza ci va per quei pochi minuti di “pari opportunità”. Ho gioito con loro e mi sono rivista nei loro insegnanti: bisogna pensarli come persone…persone adulte, perché il tempo di vita da adulto è più lungo e il percorso è  più tortuoso di quello da bambino. Le polemiche devono avere altri spazi. Io sono convinta che un presidente di una cooperativa come questa, per essere degno di rivestire tale ruolo, debba battersi quotidianamente per migliorare  la vita e i diritti di queste persone e delle loro famiglie. Una vita già complicata, molto spesso piena di tribolazioni  e di intoppi burocratici.

Nel territorio nazionale una famiglia con un ragazzo con handicap è “sola…”. Deve avere la forza di attivarsi “da sola” per offrire ogni opportunità di sviluppo delle potenzialità residue del proprio figlio. Sarà ancora “più sola” quando lui sarà adulto e loro vecchi…

Conosco le porte chiuse e i muri di gomma contro cui  si sbatte per avere finanziamenti o informazioni utili alla vita quotidiana di una persona in situazione di handicap, la mia non è retorica.

Sono convinta che i ragazzi del progetto Girasole siano fortunati! Hanno voi!! Dimentichiamo le polemiche e lavoriamo su progetti di vita che possono crescere solo con alleanze “forti” e la “forza” delle convinzioni.

Buon  lavoro, anzi buonissimo! 

SILVANA FRANCESE

scriveteci e esponete i vostri  problemi

info@tramontipizza.org