Margherita di Savoia nasce a Torino
nel 1851. Figlia di Ferdinando di Savoia, duca di Genova e di Maria
Elisabetta di Sassonia sposa, il 22 aprile 1868, il futuro Umberto I
figlio di Vittorio Emanuele II. Dalle nozze nasce Vittorio Emanuele
III. Il 9 gennaio 1878, Umberto sale al trono e Margherita diventa
la prima regina d’Italia (clic sulla foto). Margherita era di
temperamento volitivo. Seppe raccogliere intorno alla monarchia l’élite
culturale e artistica del tempo, anche se esercitò sul consorte e
sugli atteggiamenti della corona, in circostanze importanti, un’influenza
rigidamente conservatrice.

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1889
- La pizza margherita -
Viaggio
immaginario dai Borboni ai Savoia
Iniziamo
il nostro viaggio dal 1762. Napoli, durante il regno borbonico. Nei
pressi della chiesa di Santa Teresa al museo c'è il locale di
Antonio Testa. Due passanti commentano:
"Oggi 'Ntuono ha da fare assai!"
"Pensate: Ferdinando I di Borbone oggi ha deciso di venire
accà, nella bottega di Antonio a mangiass'a pizza."
"Ma vedete 'nu poco 'Ntuono cosa sta facendo"
"sta accostanno i tavoli per far mangiare seduto il Borbone!"
"Gesù Gesù, ma da quando in qua 'a pizza si mangia
seduti?"
"Da che mondo è mondo 'a pizza si piega in quattro, si mangia
e basta, e non è necessario di certo sedersi".
Anni dopo. In pizzeria c'è Domenico, il figlio di Antonio, ed il
Borbone che sta arrivando è Ferdinando II, figlio di Ferdinando I:
stessa scena di anni prima.
Vediamo, quindi, che la pizza fa la sua comparsa nel 1700, anche se
in realtà esiste fin dapprima del 1700. Ma possiamo chiamarla tale
solo in questo secolo di dominazione borbonica, quando il pomodoro
fa la sua comparsa in Europa e quindi in Italia.
Passano gli anni ed arriviamo al 1889. Sono arrivati i Savoia.
Intanto le pizze più famose di Napoli sono tre e sono quelle che si
mangiano sin dall'inizio del 1800: la pizza alla mastunicola (che
poi corrisponde più o meno all'odierna pizza bianca), la pizza alla
marinara (condita con olio, pomodoro, origano, aglio e
cecenielli e cioè alici) e la pizza pomodoro e mozzarella
(condita con solo con olio, pomodoro e mozzarella). Re Umberto I, re
d'Italia, e sua moglie la regina Margherita, decidono di
scendere a visitare Napoli, un po' per tattica politica, un po' per
golosità. Vogliono, guarda un po', assaggiare la pizza di Napoli.
Immediatamente vengono convocati a Palazzo reale due pizzaioli fra
quelli più bravi: Raffaele Esposito e sua moglie Rosina
Brandi. I due pizzaioli allora si esibiscono nelle tre, già
citate, pizze più famose di Napoli: pizza alla mastunicola,
alla marinara, e al pomodoro e mozzarella, ma
quest'ultima con l'aggiunta di basilico. La consorte di sua Maestà,
la Regina Margherita, apprezza talmente la pizza al pomodoro,
mozzarella e basilico (anche per l'evidente accostamento al
tricolore italiano, il bianco della mozzarella, il rosso del
pomodoro ed il verde del basilico), che si complimenta con Raffaele
Esposito, il quale dà alla pizza il nome della regina: Margherita.
Ed ecco allora che la pizza di Napoli si fregia del secondo sigillo
reale: prima i Borboni, poi i Savoia.
Terminiamo questo viaggio immaginario con un intervista, altrettanto
immaginaria, a Raffaele Esposito. Eccolo lì, sulla porta
della sua bottega:
" ...ueeeé, accattatev'a pizza... facite colazioooone..."
"Raffaé... ueeeé Raffaeeé..., sentite: ma comme se fa 'sta
pizza?"
"E' presto detto. Sentite ammé. Fare 'a pizza è un'arte. S'ha
da fa con le tre regole del fondo, del cornicione e del condimento,
che deve avere ingredienti tipo olio, cecenielli, mozzarella,
pummarola, basilico, sale...".
"Scusate, Raffaé, ma da noi nel 2001 si condisce anche con
altre cose, salmone, mais, salsicce...".
"'O saccio, 'o saccio, non mi ci fate pensare! Dunque dicevo,
la sera prima fate un impasto morbido con mezzo chilo di farina,
lievito di pane, sale ed acqua, ma dovete lavoralo assai per farlo
molto elastico. L'indomani, una volta lievitata, 'a pizza voi la
dovete fare tonda e la dovete appiattire più al centro e meno ai
bordi; ed ecco spiegato il fondo ed il cornicione. Eppoi 'mpressa 'mpressa
[velocemente] la condite con tutt'e cose, la infilate con la pala e
la cuocete sulla legna, ed ogni tanto la fate ruotare per farla
cuocere da tutt'e parti. Poi di nuovo la infilate con la pala e la
servite e se il cliente è un intenditore, la piega in quattro e s'a
magna. Voi ora, però, mi dovete scusare che debbo lavorare...
ueeeé, accattateve 'a pizza... facite colazioooone...". |