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La Fiera di San Vincenzo: tra
fede e tradizione
…E
da una pensilina sbuca San Vincenzo che saluta i visitatori
E’ la festa
che dà il benvenuto alla primavera, con i suoi colori e lo
sbocciare della natura. La fiera di San Vincenzo a Corsano,
nel lunedì in Albis, rappresenta dalla fine dell’’800 un
momento di osmosi collettiva, dove, dopo un lungo inverno (da
tanti anni mai così freddo), ci si apre alla vita relazionale
e si accoglie i visitatori con l’atmosfera che da tempo
persiste: tradizione mischiata ad una profonda fede religiosa.
Nacque come
fiera per il commercio del bestiame, visto che l’economia di
Tramonti era basata sull’agricoltura. Con gli anni si è poi
tramutata in una grande fiera mercato, dove si trovano oggetti
irreperibili, ma anche tutto ciò che riguarda la casa,
l’abbigliamento, attrezzature per l’agricoltura, per
l’artigianato.
Quest’anno
i visitatori, oltre ad essere stati accolti come sempre dal
suono della Banda, da Padre Saverio e dal comitato festa (il
presidente è Remo Romano, con l’ausilio di Quirino Francese
che ha abbreviato i chilometri di distanza che separano
Tramonti ad Asti, città dove lavora, per amore della sua terra
natìa), hanno trovato una piccola novità, realizzata sì dal
Comune, ma con l’aiuto tecnico di gran parte della comunità:
all’interno di una pensilina, una cappella con l’immagine di
San Vincenzo, santo patrono della borgata, saluta i visitatori
che troveranno sosta in quest’angolo di paese. Un modo per
testimoniare sempre la fede di una popolazione che ha bisogno
di ritrovarsi intorno a dei valori che li accomuna e li fa
sentire devoti

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