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foto di:Giovanni Russo

Lucia Gruosso

cento anni di sorriso di donna

4 settembre 1905 – 4 settembre 2005

Tutta Tramonti l’ha festeggiata: cerimonia eucaristica, pranzo per quasi trecento persone, e in serata fuochi d’artificio e prodotti tipici. La sua longevità ha un segreto: un sorriso infinito e una buona dieta mediterranea

di Maria Rosaria Sannino

Lucia ha visto come un secolo di vita può mutare le cose e la stessa realtà di un territorio come Tramonti, con le tradizioni che rischiano di scomparire e rimanere solo come tracce di memoria, di come un sogno di una vita migliore faccia spingere ad andare lontano dal paese dove si è nati, in città che non conosci. Lucia Gruosso ha cento anni, sguardo fiero e allo stesso modo dolce, di una dolcezza che scioglie i cuori, quando si pensa alla sua vita di moglie, di madre di nove figli e di donna rimasta vedova quando aveva poco più di cinquant’anni, quando i figli erano finalmente sistemati (chi ad Asti, chi nella stessa Tramonti) e lei guardava al futuro con meno apprensione, sognando di passare anni sereni insieme allo sposo Crescenzo. Ma tutto ciò che la vita gli ha tolto lei lo ha dato agli altri, con i suoi piccoli gesti di donna semplice ma caparbia, con la sua bontà e il suo sorriso, con la sua determinazione di una donna che è dovuta crescere in fretta e rimanere autonoma. E mentre i familiari e l’intero paese l’hanno festeggiata nella sua frazione a Corsano, con una giornata intensa ed emozionante durata fino a tarda sera (domenica 4 settembre) lei a sprazzi, a chi l’interrogava sui suoi cento anni di vita, i suoi occhi parlavano per lei e i suoi ricordi erano vividi più che mai: “c’era la fame, ma eravamo felici e sembrava che nulla ci mancasse, ora vedo invece i giovani che hanno tutto ma sono sempre insoddisfatti, che cercano, cercano, ma cosa?”. Oggi ha cinque figli (per altri quattro figli ha versato lacrime e lacrime di dolore, perché per una mamma vedere un figlio che non c’è più è puro strazio), ventuno nipoti e venticinque pronipoti. Tutti sono stati al suo fianco per dimostrarle quanto la sua presenza sia stata un esempio di vita per loro: “la nonna è un baluardo per noi tutti – afferma emozionata la nipote Alessandra – pensare a lei, alla sua vita, ci dà coraggio. Ha superato tante prove e mai si è abbattuta”. Un passaggio di una lettera sintetizza ciò che i nipoti provano per lei: “nostra unica fonte insostituibile di esperienze, di inesauribile energia, grande esempio di tenacia in una vita colma di ostacoli, sei stata tu, nonna”. Letta in chiesa, con il rito ufficiato da padre Saverio (è giunta anche una pergamena di auguri dal Santo Padre Benedetto XVI) alla presenza di centinaia di persone, tra componenti del coro del San Carlo di Napoli con il maestro Giancarlo Amorelli, non poteva non suscitare altra emozione: “abbiamo messo su carta ciò che realmente pensiamo della nonna – dichiara l’altra nipote Loredana – ed è stato bello vedere come gli anni che passano non sono un ostacolo per i ricordi, anzi li rafforza e la nonna tiene uniti tutti noi con il suo esempio”. Ha visto due guerre provocare fame e disperazione anche in un comune lontano dalla “grande storia”: “ricordo gli spari al valico di Chiunzi, e noi che ci nascondevamo dai tedeschi” , piccoli flash di una mente lucida e pronta. Ha toccato con mano la povertà e ha dimostrato come è bello cadere e poi rialzarsi in piedi più forte di prima: “ho lavorato, lavorato – sentenzia a chi gli domanda cosa ha fatto nella sua vita – c’era la terra da coltivare, gli animali da accudire e i figli da crescere. Quanta fatica ma eravamo più felici anche nella povertà”. Sacrifici tanti, ma tanta soddisfazione nel vedere i figli realizzati: Quirino, Silvio e Beppe Francese gestiscono da anni due importanti ristoranti ad Asti “la Piola” e “pizzeria Francese”, le altre due figlie, Maria e Rita vivono a Tramonti, ancora nella sua scia. Ma qual è il segreto di una longevità così portata bene e con disinvoltura? “Mangiare ciò che si desidera, ma solo cose buone – precisa Lucia che ama adornare il suo capo con piccoli berretti e controlla il suo aspetto con uno specchietto portato sempre nella tasca di un grembiule o di un golfino – e quindi evitare fritture, e mangiare tanti legumi e verdure, e poi andare a letto solo quando si ha voglia”. La sua pelle ha sì il ricordo del tempo che passa, ma senza lifting, dopo cento anni sa anche questo di prodigioso: solo borotalco e lacca sui capelli è l’altro suo segreto di una bellezza senza tempo, materna, rassicurante. Come il suo sorriso che non ha età.

per informazioni rivolgersi a:

info@tramontipizza.org