|
LA PROCURA SEQUESTRA IL FURORE INN
Perquisito
l’hotel a cinque stelle. Le ipotesi di reato: truffa, peculato e uso
improprio di fondi. Nomi noti nel fascicolo del pm: tra questi
Ferraioli, ex sindaco di Furore e attuale presidente della Comunità
montana “Penisola Amalfitana”, Renzo Lusetti portavoce della
Margherita. Nominato un custode giudiziario
MARIA ROSARIA
SANNINO
Decreto
di sequestro e perquisizione del Furore Inn resort, l’albergo a cinque
stelle costruito abusivamente dal comune di Furore con più di
ottomiliardi di vecchie lire, al posto di una piscina comunale. Più di
trenta i nuovi indagati, che si aggiungono ai dieci già notificati più
di due anni fa. Una raffica di avvisi di garanzia emessi da pm
Gabriella Nuzzi della Procura di Salerno che dopo l’inchiesta
giornalistica di Repubblica, sta indagando su varie ipotesi di reato:
abusi edilizi e uso improprio di fondi pubblici. Infatti i
finanziamenti erano stati destinati originariamente dal Ministero
dell’Ambiente e dal Ministero del Lavoro per la riqualificazione
ambientale di punta Sant’Elia (area protetta dal Piano urbanistico
territoriale e dove nessuna costruzione era consentita) e per la
creazione di nuovi posti di lavoro con corsi di formazione per giovani
disoccupati. Ma i finanziamenti sono serviti in realtà per realizzare
un lussuoso albergo con piscina, centro benessere, campo da tennis, al
posto di una piscina comunale che doveva essere utilizzata dai
cittadini. Creata appositamente una società mista pubblico privata, la
Futura spa, che ha gestito i fondi pubblici in barba ad ogni tipo di
regola: ecco cosa c’è scritto nel voluminoso dispositivo consegnato
ieri pomeriggio ai quaranta indagati. Spiccano nomi eccellenti:
Raffaele Ferraioli, già sindaco di Furore e attuale presidente della
comunità montana “Penisola Amalfitana”, Renzo Lusetti, già presidente
della società misto pubblica privata, la Futura spa, attuale portavoce
nazionale della Margherita, Ruggiero Martinez, già soprintendente ai
Beni ambientali e culturali di Salerno e di Napoli, gli attuali
gestori dell’albergo, la famiglia Cioffi della società ItalianTouch e
responsabili del Genio Civile e della Commissione di Alta vigilanza.
Emergono ipotesi di truffa aggravata, falsi nei verbali, peculato e
malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio, falsi in stati di
avanzamento dei lavori e nei verbali delle visite ispettive. Da
indiscrezioni emergono anche altri particolari: sequestrati i conti
correnti di alcuni indagati. Le indagini della Procura hanno così
allargato il cerchio: la vicenda Furore Inn rischia di creare un vero
terremoto anche all’interno delle istituzioni. Coinvolti infatti anche
responsabili regionali facenti parte della Commissione di Alta
Vigilanza che avrebbe dovuto controllare i finanziamenti statali. La
Procura ha intanto nominato un custode giudiziario.
|