|
Marechiaro, uno dei primi forni in città
L'ultimo saluto al pizzaiolo-pioniere
Ieri i funerali di Eugenio Esposito
All'ombra
del Gotico è stato un pioniere della pizza. Generazioni
di Piacentini si sono leccate i baffi da quando, nel
'63, si è trasferito in città portando tutto il sole
della sua costiera amalfitana, sole a forma di pizza
nella circostanza, quella che usciva dal forno a legna
sempre acceso a Marechiaro. Eugenio Esposito, classe
1935, si è spento in questi giorni. Marechiaro è stata
per 30 anni la sua vita. Una pizzeria. Sul Corso,
all'angolo con stradone Farnese. Una delle prime
comparse a Piacenza. Esposito l'ha aperta nel '63,
insieme al fratello Enrico. Nato e cresciuto in
provincia di Salerno, a Tramonti, paesino dalla storia
gloriosa arrampicato tra Amalfi e Maiori sulle
incantevoli pendici della costiera più bella del mondo,
si era trasferito in Svizzera alla ricerca di fortuna.
Fino a quando il fratello rivolse lo sguardo su
Piacenza. L'idea del ristorante-pizzeria fu subito
sposata da Eugenio. In poco tempo Marechiaro divenne per
i piacentini sinonimo di pizza. E il pizzaiolo era lui.
Stava al forno, ma era un tuttofare. Quello che a Napoli
e dintorni si viene passati per le armi a chiamarlo
mestiere, poiché di arte ineccepibilmente trattasi,
l'«aveva imparato da vecchi piazzioli che venivano da
giù», ricorda Enrico (42 anni), uno dei due figli
(l'altro è Roberto, 37 anni) che, insieme ai cugini,
tengono ben saldo in mano il testimone della
ristorazione ereditato dal padre. Erano tempi
pioneristici, «si impastava ancora a mano», una pizza
artigianale, sempre a regola d'arte. A Marechiaro
Eugenio Esposito è stato a guardia del forno fino al
'92. Poi la pensione, ma facendo la spola tra casa e
ristorante, a dare una mano nonostante la malattia si
fosse nel frattempo fatta strada. Piacenza era ormai la
sua città: «Ci stava bene, le radici le aveva messe più
qui che nel suo paese», dice il figlio. E ai funerali,
ieri mattina in San Corrado, c'era tanta gente.
11/09/2005
LIBERTA' di domenica 11 settembre 2005 > Piacenza |