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Tra proteste rieletto Ferraioli alla
presidenza della giunta della Comunità Montana
Per l’opposizione: gravi le irregolarità nella
rielezione della giunta. La protesta della minoranza del comune di
Tramonti: “il sindaco ci impedisce di esprimere il nostro
rappresentante all’interno del consiglio generale”. SDI e Udeur
minacciano di uscire dagli esecutivi della provincia di Salerno
La riconferma è avvenuta così come da
copione: Raffaele Ferraioli è stato rieletto presidente della giunta
della Comunità Montana “Penisola amalfitana”, dopo un ventennio di
controllo dell’ente sovraccomunale che avrebbe dovuto rappresentare
negli anni uno strumento di salvaguardia della montagna e di tutto il
territorio, in un contesto fragile come quello della Costiera
amalfitana.
Un déjà vu, questo della elezione
dell’organo esecutivo dell’Ente che raggruppa ben 15 comuni (compresi
quelli di Sant’Egidio Monte Albino e Corbara), che però ha visto non
pochi contrasti in un cammino che per molti sembrava spianato: la
significativa protesta da parte della minoranza del comune di Tramonti
per essere stata impedita dal primo cittadino Armando Imperato, di
poter eleggere da un anno dalle elezioni il suo rappresentante in seno
alla Comunità Montana; la presenza nell’elenco dei consiglieri aventi
diritto al voto, di persone non più elette; la minaccia da parte dell’Udeur
e dello Sdi, estromessi dalla giunta, di uscire da tutti gli accordi
fatti con gli “alleati del centro sinistra” dalla provincia di
Salerno, e infine, la risicata maggioranza che ha permesso, nonostante
le proteste di “illegalità” della seduta, di poter rieleggere un
esecutivo con appena 28 voti favorevoli (6 gli astenuti, e molte le
“assenze” fatte per protesta) su 53 consiglieri aventi diritto al
voto.
Ds e Margherita hanno però preferito far
la parte del leone, non tenendo conto di chi chiedeva di rimandare la
seduta per evidenti e palesi irregolarità e con forte imbarazzo del
segretario generale dell’Ente, Antonio Marrazzo. E così, nel gioco dei
numeri, son rimasti fuori gli alleati dello Sdi e dell’Udeur: “un
fatto inaccettabile per noi – ha tuonato Antonio Borriello dello Sdi –
che metterà in crisi tutto il centro sinistra nell’intera provincia.
Noi non chiediamo poltrone ma che si rispetti il tavolo delle
trattative così come era stata stabilito”. L’altra protesta che
riguarda invece il senso di una democrazia, è stata fatta dalla
minoranza del comune di Tramonti: “Una politica fortemente autoritaria
impedisce alla minoranza – si legge nella lettera consegnata durante
la seduta ai vari consiglieri– di esprimere il proprio rappresentante.
Chiediamo ai consiglieri di sostenere all’interno del vostro consesso
le istanze di una minoranza”.
A Franco Massimo Lanocita, capogruppo
dei Ds (consigliere di minoranza del comune di Minori) è toccato
invece il ruolo di vice di Ferraioli. Un ruolo secondario e non certo
di rilievo per l’avvocato amministrativista, già consigliere regionale
e più volte candidato alla Camera dei Deputati che puntava alla
presidenza. “Sarà una giunta di transizione – ha rassicurato Lanocita
– che garantirà il controllo sull’operato. Guardiamo ora all’aspetto
programmatico della nostra ipotesi di governo, che garantirà a tutti i
cittadini il rispetto delle regole”.
“Ma Ferraioli è un presidente eletto
democraticamente? – chiede provocatoriamente Salvatore Della Pace, già
sindaco di Maiori dell’allora Pci, ora capogruppo di maggioranza al
comune di Maiori, da anni in forte opposizione all’operato di
Ferraioli - è questa una giunta eletta democraticamente considerando
tutti i nei presenti in questo consesso? E poi, su 53 consiglieri
aventi diritto, una maggioranza di appena 28 persone, tutte
abbarbicate intorno al potere, quale futuro potrà riservare alla
nostra comunità? Continueranno la solita strada intrapresa – accusa
Della Pace - si spartiranno posti e sottogoverno, utilizzeranno denaro
pubblico in modo non chiaro, il tutto alla fine, sarà esaltato e si
dirà che si è lavorato per spirito di servizio e per la comunità”. Poi
arriva un’altra accusa pesante, lanciata al gruppo dei Ds, da cui
Della Pace da anni si è autosospeso proprio per la sua forte critica
per l’uso distorto di finanziamenti pubblici e sul ruolo di Ferraioli:
“ In questa tela è caduto da tempo anche il Ds – continua il
consigliere Della Pace - ma la cosa più grave oggi, è che anche Franco
Massimo Lanocita si è voluto cimentare in questa impresa, e con la
carica di vice presidente ha dichiarato di voler cambiare le cose, e
si è visto subito: ufficialmente ha annunciato che avrebbe rimandato i
più importanti argomenti all’ordine del giorno per approfondimenti, e
poi invece, chiamato all’ordine non ha minimamente mantenuto fede ad
una sua stessa dichiarazione. Per salvare la coscienza si è soltanto
allontanato dall’aula. Questi segnali fanno capire che nulla è mutato,
anzi, si tratta adesso di sistemare qualche pezzo della maggioranza
rimasto all’asciutto in questa prima tornata”.
“L’opposizione dovrà mantenere alto lo
scontro – rincara la dose Salvatore De Martino, già sindaco di Ravello,
ora capogruppo di minoranza - dovremo fare esplodere queste
contraddizioni e se si ravvede l’urgenza, saremo costretti nostro
malgrado a far intervenire anche organi che tutelano la correttezza e
la trasparenza dell’ente sovraccomunale”.
I consiglieri di opposizione intanto
annunciano che convocheranno un consiglio ad hoc per discutere in
comunità montana sul Patto territoriale e dello sperpero che si è
fatto di ben 100 miliardi di vecchie lire. “Il presidente eletto è
stato il grande beneficiario – dichiara Stefano Della Pietra, sindaco
di Maiori - è giusto che ora spieghi tutto il suo operato”.
La nuova giunta della Comunità Montana
“Penisola Amalfitana” targata DS-Margherita
Raffaele Ferraioli – presidente
Franco Massimo Lanocita – vice
presidente
Iolanda Giuliano
Salvatore Grimaldi
Maria Schiamone
Armando Imperato
Secondo Squizzato
Paolo Vuillemier
Angelo Gallo |