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A braccetto la tradizione e
l’amore per la propria terra nel locale di Tramonti divenuto
ritrovo dei buongustai
Con la “Cucina Antichi Sapori”si
riscoprono le ricette del passato
TRAMONTI – Nella vallata di
Tramonti, che sale da Maiori fino al valico di Chiunzi, la
strada scorre tra castagneti e vigneti, per lo più delimitata
a monte da muri a secco che proteggono i terrazzamenti
coltivati: sono muri costruiti pietra su pietra, senza malto
né cemento, con arte antica. E su questi muri, degli
interstizi, sbuca una vegetazione spontanea, fatta anche di
verdurine selvatiche che varrebbe la pena fermarsi a
raccogliere: cicorie, finocchietto, “lattarole”, “cardoni”,
borragine. Buone per farci una minestra, con l’aggiunta di
fagioli, secondo i canoni della cultura contadina.
Ma chi si fera oggi, i
tempo di globalizzazione alimentare, lungo una strada di
campagna, a raccogliere erbe selvatiche? Meno male che qui (vivaddio,
anche in altri luoghi del nostro territorio) i prodotti ella
terra, capaci di essere apprezzati dal palato, sono ancora
coltivati da chi è riuscito a resistere alla tentazione di
partire, come hanno fatto in tanti, dal dopoguerra in poi,
andandosene in giro per l’Italia – e anche fuori d’Italia – a
impiantare pizzerie, che hanno prodotto buoni guadagni. Ne
esistono più di duemila, sparse lungo la penisola.
Questo, però, ha impoverito per
decenni il paese nella forza-lavoro e nel reddito, fino a
quando non s’è avuta un’inversione di tendenza. Con la
valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, con la ripresa,
seppur limitata, dell’attività casearia e di quella legata
alla gastronomia. I ristoranti aperti nel territorio
tramontano ormai non si contano più sulle dita di una sola
mano.
Ultimo a scendere in campo, in
questo settore, è Giuseppe Francese: un giovane, che
dopo le prime esperienze ai fornelli in un prestigioso albergo
di Ravello, è andato a cercar fortuna per diversi anni in quel
di Varese, dove ha potuto completare e affinare la
preparazione. Poi, preso dalla nostalgia, dai sentimenti, dal
desiderio di realizzasi nel suo paese, è tornato. E dal 12
dicembre, lungo la strada del Chiunzi, al bivio di Campitola,
ha aperto un ristorantino che ha voluto chiamare semplicemente
“Cucina Antichi Sapori”.
Scusate se è poco. Locale ben
messo, accogliente, con punte di raffinatezza: sì e no trenta
coperti, una cantinella assortita (che privilegia i vini della
Costa e della intera Campania), allestita i un piccolissimo
ambiente dal soffitto a cupola, dove esisteva una vecchia
cisterna. Una cucina tradizionale con tocchi di fantasia e una
accurata presentazione delle pietanze. Tutto il lavoro è
condiviso dalla giovane moglie, Antonietta Mandara, ma
è lui che si occupa degli approvvigionamenti: i prodotti
dell’orto, rigorosamente di stagione e reperiti sul posto, il
pesce appena pescato, salumi e formaggi paesani. La sfida è
quella di recuperare i valori autentici della tradizione
puntando su elementi di base freschi, di stagione, genuini e
rigorosamente locali, elaborati poi nel midi più appropriato.
L’impegno è grosso, ma è supportato da intelligenza, capacità,
buona volontà. Per questo Giuseppe e Antonietta meritano un
grosso “in bocca al lupo!”.
Tratto da “il Salernitano” pagina 12, del 13 marzo 2005
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