Il maggiore problema
di un’azienda, è quello di essere trovati; un’impresa può avere un bel
sito ed offrire il miglior prodotto sul mercato ma, se nessuno lo sa, non
riuscirà mai a farsi conoscere. Per questa ragione nasce la necessità di
promuoversi. Il mezzo più appropriato ed economico è un banner su siti
molto frequentati, da cui con un semplice "clic" il navigatore può
spostarsi sul sito dell'Impresa che ha deciso di usare questa forma
pubblicitaria.
Più persone
accederanno, grazie al banner, al sito dell'Impresa, più grande sarà la
possibilità di fare nuovi affari.
TRAMONTI. Da questa
mattina, 33 dipendenti della Comunitá montana, assunti con
contratto a termine, rischiano di restare senza lavoro. Perché
il loro contratto scade proprio oggi e, qualora non subentri
una proroga, non potranno più continuare a svolgere le proprie
mansioni. Perciò hanno deciso di rimanere in assemblea
permanente nella sala del consiglio dell’Ente montano, finché
non sará stata fatta chiarezza sul loro futuro. E,
soprattutto, sperando che qualcuno si ricordi di loro e riesca
a far sì che tante famiglie non si trovino, da un momento
all’altro, senza alcuna fonte di reddito.
I lavoratori sono quelli che rientrano nel Piano triennale di
tutela dell’ambientale, un progetto finanziato dal Ministero.
Dopo un percorso formativo di cinque mesi, hanno iniziato a
prestare la loro opera come idraulici forestali. Ma, ora, in
virtù della scadenza contrattuale, dovrebbero ritornare a
casa, in quanto nessuno ha saputo chiarire la loro situazione.
«Sapevamo sin dall’inizio che il nostro lavoro sarebbe
terminato - rimarca l’agronomo Vincenzo Esposito, uno dei
responsabili del progetto - ma abbiamo sperato fino all’ultimo
minuto in una proroga. Del resto noi operiamo nel settore
dell’ambiente che è stato uno dei cavalli di battaglia della
campagna elettorale di Bassolino. E, poi, si parla tanto di
occupazione e, invece, si mandano a casa tanti padri di
famiglia».
Il malcontento dei manifestanti è dovuto proprio al fatto
che nessuno è riuscito, nei vari incontri, è riuscito a dare
assicurazioni o a garantire il domani. Perché sia la Regione
che la Comunitá montana avevano dato la massima disponibilitá
e si erano detti concordi sull’opportunitá di valutare il
prolungamento del contratto. Però, a conti fatti, nessuno si è
assunto direttamente la responsabilitá.
«Abbiamo avuto dei colloqui con i responsabili della
Comunitá montana - sottolinea Esposito - che ci avevano
assicurato che il nostro progetto sarebbe stato procrastinato
e, soprattutto, avevano anche garantito l’esistenza dei fondi
necessari. Improvvisamente, però, i soldi sono spariti e ci è
stato detto che non c’è più copertura finanziaria. Il
presidente Raffaele Ferraioli, comunque, ha più volte ribadito
che fará di tutto per venirci incontro e cercare di risolvere
il problema».
Nel frattempo, e fin quando non sará stata fatta chiarezza
su tutta la questione, i 33 lavoratori resteranno in assemblea
permanente. (g. d. s.)