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Spett.Le Imprenditore,
Il maggiore problema di un’azienda, è
quello di essere trovati; un’impresa può avere un bel sito ed offrire il
miglior prodotto sul mercato ma, se nessuno lo sa, non riuscirà mai a
farsi conoscere. Per questa ragione nasce la necessità di promuoversi. Il
mezzo più appropriato ed economico è un banner su siti molto frequentati,
da cui con un semplice "clic" il navigatore può spostarsi sul sito
dell'Impresa che ha deciso di usare questa forma pubblicitaria.
Più persone accederanno, grazie al
banner, al sito dell'Impresa, più grande sarà la possibilità di fare nuovi
affari.
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TRAMONTI.
oltre 3000 pizzerie.
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La Margherita col passaporto
europeo
La pizza diventerà un prodotto DOC.
Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Pizza Verace Napoletana, tra
i promotori del disciplinare inviato a Bruxelles
di Mario Vella
La regina
della tavola napoletana è stata riconosciuta cittadina europea. Al
momento sta ancora lievitando, ma presto sarà sfornato il marchio STG,
ovvero Specialità Tradizionale Garantita, termine col quale si tutela la
provenienza del prodotto e soprattutto la ricetta, la lavorazione e la
materia prima. Farina, olio, pomodori e mozzarella saranno legalmente
riconosciuti come i principali ingredienti di un’opera culinaria creata
con gli appositi strumenti del mestiere e con rituali ben definiti come
la temperatura del forno, che i maestri imparano a riconoscere dal
colore delle mattonelle della cupola, o la pala di legno, che va mossa
come la lingua di un serpente per evitare che diventi un tizzone ardente
nel forno a quasi 500 gradi. “Non è un traguardo ma è un’ottima partenza
– ha commentato il Presidente dell’Associazione
Pizza Verace Napoletana, Antonio Pace - Ci vorranno circa sei
mesi prima che venga attribuito il marchio STG, a meno che la CEE non
voglia addirittura anticipare i tempi, vista la nostra intenzione di
organizzare un
Festival della pizza a Bruxelles. Sarebbe bello essere pronti
per settembre in occasione del
Pizzafest di Napoli”.
Secondo la tradizione, l’ultima sovrana dal sapore borbonico è stata
infarinata col titolo di Margherita sotto il giovane regno italico di
stirpe sabauda e da allora continua ad essere il simbolo della cucina
italiana nel mondo. Nata come pietanza povera, la pizza è oggi il
prodotto più commercializzato e imitato della gastronomia globale. Sono
ben 56 milioni i dischi tricolore che vengono preparati nelle 23.000
pizzerie italiane con un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro. Per non
parlare dei colossi americani: la Borsa di New York sforna da anni i
titoli fumanti di Pizza Hut e Papa John's International, e proprio in
questi giorni sta facendo il suo ingresso a Wall Street anche la Domino’s
Pizza, un’azienda da 4,2 miliardi di dollari di fatturato e 7.400 punti
vendita.
Presidente
Pace, la STG è una difesa contro queste grandi catene?
La pizza non si vuole difendere da nessuno perché non ne ha bisogno. Noi
dobbiamo tutelare l’alimento originario, evitando che si perda la
ricetta. Bisogna impedire che si mistifichi con prodotti scadenti
qualitativamente. Molti dicono “a me la pizza non piace”, ma tanta gente
la vera pizza non l’ha mai mangiata.
Brandi ritiene che le catene industriali americane potranno dire di
vendere pizza napoletana solo perché si atterranno al disciplinare di
Bruxelles.
Se lei mi chiede in questo momento come si va su Marte, io mi limito a
rispondere che non lo so. Con questo voglio dire che Brandi non sa
niente di questa storia. Essendo stato intervistato, si ritiene in
dovere di dire tutto su tutto, affermando solo delle cose assurde.
Questo
disciplinare impedirà alle grandi catene multinazionali di fare
un prodotto diverso, a difesa della pizza artigianale. Brandi avrebbe
fatto meglio, con molta più modestia, ad interessarsi della situazione,
chiedendoci cosa stavamo facendo, capire cosa abbiamo fatto finora e poi
dare il suo giudizio.
Non trova che le industrie americane siano state comunque
fondamentali per aver creato un business attorno alla pizza?
Di sicuro più si parla di pizza meglio è. Inoltre se la qualità è alta
la pizza ne trae sempre vantaggio, se è bassa ci guadagnano le pizzerie
napoletane che hanno una notevole distanza qualitativa dagli altri. Il
fatto che si cucini una buona pizza in Giappone o in America è sempre un
vantaggio per la pietanza stessa e per la città di Napoli.
Ma
la pizza è davvero nata a Napoli?
Molti se ne assumono la paternità, dai siciliani ai piemontesi. Dietro
al
disciplinare ho scritto che “la pizza napoletana non ha
inventori, non ha padri, non ha padroni, ma è il frutto della genialità
del popolo napoletano”. Anzi, si può dire che l’hanno scoperta prima gli
americani e poi gli italiani; basti pensare che fino al 1950 le uniche
pizzerie si trovavano a Napoli, mentre nel resto d’Italia se ne
contavano solo dieci. Si era parlato anche di emigranti di Tramonti che,
non riuscendo a vendere il fior di latte, decisero di metterlo su delle
focacce. Forse a loro bisogna addebitare il fatto che la pizza
napoletana è uscita dai suoi confini in modo sbagliato.
Ci sono tante interpretazioni, nate dalla fantasia dei partenopei, ma
storicamente i primi forni risalgono alla metà del ‘700. Nel 1830 Riccio
scrisse Napoli, contorni e dintorni, un libro che parla della
pizza con pomodoro, mozzarella e basilico, quindi ben 50 anni prima
della famosa Margherita di Brandi, storia che tra l’altro ho raccontato
io al titolare del locale che non ne sapeva niente.
Qual è la vera forza della pizza?
Prima di tutto il suo gusto, fatto con prodotti semplici, ma di
altissima qualità. Poi la garanzia della sua freschezza perché viene
cucinata davanti al cliente. In più è un momento di aggregazione che ci
coinvolge da sempre.
Trova delle notevoli differenze tra le pizzerie?
La pizza è un prodotto artigianale e quindi nessun pizzaiolo può farne
due perfettamente uguali anche a distanza di poco tempo. Fuori dall’arco
della provincia di Napoli è ancora difficile trovarne di buone perchè
molti pensano che siano gli ingredienti che fanno la pizza, ma in realtà
è fatta da un disco di pasta che poi viene condito.
Mi consiglia la migliore pizzeria napoletana?
Non posso, non sarei un buon presidente.
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