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Mercoledì, 22 dicembre 2004

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Spett.Le Imprenditore,

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La frase inciterebbe al consumo di droga

"Rum e coca" sul manifesto per promuovere lo show Ma nasce un caso politico

TRAMONTI. Una festa organizzata nella tendo struttura comunale, in localitá Pietre e manifesti fatti affiggere in tutta la Costiera per promozionare l’evento. Doveva essere una delle tante serate danzanti che, in questo periodo dell’anno, vengono allestite e, invece, ha fatto scatenare polemiche accese a Tramonti e indignare moltissimi residenti. Perché sul manifesto che campeggiava sui muri, per promuovere il party, spiccava a caratteri cubitali la scritta "Rum e coca..." con un riferimento, non tanto nascosto, alla sostanza stupefacente.
E non fa niente che la frase fosse il titolo della canzone della guest star, la cantante Natalie, la cui hit spopola nel mondo della notte. La frase, infatti, è stata vista da diverse persone come un chiaro invito ai giovani a far uso di droga e di alcol. E, perciò, la festa ha avuto il potere di accendere un vero e proprio caso e diverse sono state pure le telefonate di contestazione. A scendere in prima persona in campo, per protestare nei confronti degli organizzatori e di chi aveva dato l’avvallo, è stato il consigliere di opposizione Antonio Amodio.
Il quale ha puntato il dito anche nei confronti dell’amministrazione che, a suo dire, non avrebbe dovuto concedere la struttura per una festa che «incita i giovani, e in modo non troppo velato, all’uso di sostanze nocive». «Il messaggio di band di questo tipo - dice- è particolarmente pericoloso perché potrebbe fare presa tra i giovani sensibili a certi a certi fenomeni. Noi come gruppo Udeur siamo convinti che la prevenzione sia la migliore medicina per combattere il fenomeno della droga.
E, perciò, il sindaco di Tramonti avrebbe dovuto dare l’esempio positivo e non permettere lo svolgimento di manifestazioni di questo tipo». In definitiva l’opposizione consiliare mostra il proprio risentimento sia nei confronti della pubblicitá che nei riguardi del primo cittadino, Armando Imperato. Il quale, a loro dire, avrebbe fatto un autogol "sponsorizzando impropriamente" la serata da discoteca. Imperato, però, non batte ciglio e rimanda al mittente ogni tipo di accusa. «E’ stato solo uno spettacolo - sottolinea -. Io non vedo nulla di scandaloso come qualcun altro vuol far credere. Si è esibita una cantante che va tanto di moda tra i giovani e non è una mia colpa se la sua canzone abbia un titolo del genere. Poi la serata è stata organizzata avendo tutti i permessi e le autorizzazioni». (g.d.s.)