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Spett.Le Imprenditore,
Il maggiore problema di un’azienda, è
quello di essere trovati; un’impresa può avere un bel sito ed offrire il
miglior prodotto sul mercato ma, se nessuno lo sa, non riuscirà mai a
farsi conoscere. Per questa ragione nasce la necessità di promuoversi. Il
mezzo più appropriato ed economico è un banner su siti molto frequentati,
da cui con un semplice "clic" il navigatore può spostarsi sul sito
dell'Impresa che ha deciso di usare questa forma pubblicitaria.
Più persone accederanno, grazie al
banner, al sito dell'Impresa, più grande sarà la possibilità di fare nuovi
affari.
Entra anche tu e
conquista il nostro mercato
www.tramontipizza.org
il portale internet delle pizzerie di
TRAMONTI.
oltre 3000 pizzerie.
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Editoriale
di Stefano Bonilli
C'é un buco nero nel mondo della
ristorazione italiana, la pizza e le pizzerie. Sono il luogo dove noi
accettiamo di essere preso in giro. Non tutte le pizzerie sono pessime,
ma quelle buone sono pochissime.
C'è un buco nero nel mondo della ristorazione italiana, la pizza e le
pizzerie. Ma le pizzerie, potrebbe obiettare qualcuno, non fanno parte
del mondo della ristorazione, sono altro. Già, sono altro, e cosa sono?
la terra di nessuno del mangiare fuori casa? la legione straniera della
cucina? Il terreno di caccia di chi vuole fare soldi in fretta? Le
pizzerie sono questo e molto altro ma prima di tutto sono il luogo nel
quale noi accettiamo di essere presi in giro perché mangiamo una pasta
che non ha lievitato nel modo giusto, ricoperta da pomodoro di infima
qualità, da mozzarella che non è mozzarella, funghi di scarto,
prosciutto che non è tale pagando il tutto come se... Naturalmente non
stiamo dicendo che tutte le pizzerie sono pessime, diciamo invece che le
pizzerie buone sono poche, pochissime. la pizza è un grande piatto della
tradizione italiana, un piatto difficile, come ti dicono molti cuochi di
fama, e difficile proprio per i delicati equilibri, solo rispettando i
quali, una pizza si può definire perfetta. la qualità comincia dalla
qualità delle farine, prosegue con i giusti tempi di lievitazione e si
conclude in una composizione di poche materie prime ma che devono essere
eccezionali, quali il pomodoro, la mozzarella e l'olio extravergine
d'oliva. Però, come dicevamo, quando andiamo in pizzeria noi perdiamo
memoria e capacità di critica. Non si spiega altrimenti l'esistenza di
migliaia di locali dove il limite tra il mediocre e la truffa è quasi
invisibile e che sono pieni di gente che mangia quei 180 grammi di
impasto che sono un insulto al portafoglio, al palato e allo stomaco.
Tutto questo per dire che è arrivato il momento di dare una nuova
professionalità e dignità al mestiere del pizzaiolo ma anche una giusta
informazione al consumatore, prima di tutto facendogli sapere che una
pizza impastata e lievitata un paio d'ore non può essere che una
porcheria che ha l'aggravante di fare anche male. E che i condimenti
usati dalla strade maggioranza delle pizzerie sono sottoprodotti, di
infima qualità, usati per dilatare i margini di guadagno. Una nuova
professionalità dei pizzaioli, dunque, ma anche una nuova coscienza e
dignità dei proprietari delle pizzerie, attualmente indiziabili nella
maggior parte dei casi di speculazione ai danni dei clienti. E,
necessariamente, una ritrovata intelligenza critica dei clienti. Questi
sono gli elementi per fare uscire dal baratro questo rilevante settore
della ristorazione italiana. Un settore importantissimo anche dal punto
di vista economico. |
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