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Tramonti, non sarebbero stati osservati i tempi di legge
Lite sul conto consuntivo La parola
al Consiglio di Stato
TRAMONTI. Acque
agitate a Tramonti. La tempesta non è meteorologica ma
politica e vede contrapposti da una parte, la maggioranza
consiliare, dall’altra quattro esponenti della minoranza. E
l’attesa è tutta per martedì prossimo, quando il Consiglio di
Stato deciderá sulla vicenda che ha prodotto un vero e proprio
uragano.
I giudici amministrativi, infatti, dovranno decidere se
confermare la decisione del Tar di Salerno, che aveva accolto
il ricorso dei consiglieri di opposizione, in quota all’Udeur,
Alfonso Arpino, Antonio Amodio, Antonio Ferrara e Errico
Tajani, e dichiarata nulla la seduta consiliare nella quale si
era votato il conto consuntivo, relativo all’anno 2003.
Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani, infatti, avevano contestato
il fatto che non erano stati osservati i termini previsti
dalla legge e, dunque, non era stato loro possibile prendere
visione di tutto l’incartamento, che riguardava il bilancio
dello scorso anno, da discutere e, poi, eventualmente
approvare. Nelle more della pronuncia definitiva sul merito
della vicenda, il Consiglio di Stato ha, però, concesso la
sospensiva per consentire "il regolare svolgimento dell’attivitá
comunale".
La quale ha scatenato un vespaio di polemiche e di attacchi
"incrociati". Perché, Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani hanno
messo anche in evidenza di essere stati ostacolati nel proprio
diritto ad informare i cittadini sul perché si fossero decisi
a ricorrere alla giustizia amministrativa.
«Avevamo fatto affiggere dei manifesti - sottolineano -
pagando la regolare tassa. Manifesti che, però, sono stati
fatti a pezzi da qualcuno poco dopo». E nella diatriba si
inserisce pure una multa per "attacchinaggio selvaggio". «E’
stato fatto apposta» sostengono i consiglieri di opposizione.
«Niente di più falso - ribatte il sindaco Armando Imperato -
avevano imbrattato tutti i muri e poi io non era neppure a
conoscenza di tutto questo. La giusta decisione è stata presa
direttamente dal comando di Polizia municipale».
Insomma in questo clima di "scontro" verbale si aspetta la
decisione del Consiglio di Stato. Che, qualora confermasse
quella di primo grado, farebbe rimescolare le carte e potrebbe
pure provocare una crisi all’interno della stessa maggioranza
che, fino ad ora, è stata compatta e si è stretta attorno al
primo cittadino.
Gaetano de Stefano |