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VENERDÌ, 19 NOVEMBRE 2004

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Tramonti, non sarebbero stati osservati i tempi di legge

Lite sul conto consuntivo La parola al Consiglio di Stato

TRAMONTI. Acque agitate a Tramonti. La tempesta non è meteorologica ma politica e vede contrapposti da una parte, la maggioranza consiliare, dall’altra quattro esponenti della minoranza. E l’attesa è tutta per martedì prossimo, quando il Consiglio di Stato deciderá sulla vicenda che ha prodotto un vero e proprio uragano.
I giudici amministrativi, infatti, dovranno decidere se confermare la decisione del Tar di Salerno, che aveva accolto il ricorso dei consiglieri di opposizione, in quota all’Udeur, Alfonso Arpino, Antonio Amodio, Antonio Ferrara e Errico Tajani, e dichiarata nulla la seduta consiliare nella quale si era votato il conto consuntivo, relativo all’anno 2003.
Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani, infatti, avevano contestato il fatto che non erano stati osservati i termini previsti dalla legge e, dunque, non era stato loro possibile prendere visione di tutto l’incartamento, che riguardava il bilancio dello scorso anno, da discutere e, poi, eventualmente approvare. Nelle more della pronuncia definitiva sul merito della vicenda, il Consiglio di Stato ha, però, concesso la sospensiva per consentire "il regolare svolgimento dell’attivitá comunale".
La quale ha scatenato un vespaio di polemiche e di attacchi "incrociati". Perché, Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani hanno messo anche in evidenza di essere stati ostacolati nel proprio diritto ad informare i cittadini sul perché si fossero decisi a ricorrere alla giustizia amministrativa.
«Avevamo fatto affiggere dei manifesti - sottolineano - pagando la regolare tassa. Manifesti che, però, sono stati fatti a pezzi da qualcuno poco dopo». E nella diatriba si inserisce pure una multa per "attacchinaggio selvaggio". «E’ stato fatto apposta» sostengono i consiglieri di opposizione. «Niente di più falso - ribatte il sindaco Armando Imperato - avevano imbrattato tutti i muri e poi io non era neppure a conoscenza di tutto questo. La giusta decisione è stata presa direttamente dal comando di Polizia municipale».
Insomma in questo clima di "scontro" verbale si aspetta la decisione del Consiglio di Stato. Che, qualora confermasse quella di primo grado, farebbe rimescolare le carte e potrebbe pure provocare una crisi all’interno della stessa maggioranza che, fino ad ora, è stata compatta e si è stretta attorno al primo cittadino.
Gaetano de Stefano