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MERCOLEDÌ, 15 DICEMBRE 2004

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I conti tornano in consiglio su decisione dei giudici

tramonti Oggi la seduta al Comune

TRAMONTI. Il conto consuntivo ritorna in consiglio comunale, dopo le due bocciature ricevute dal Tar e dal Consiglio di Stato. La discussione ci sará questo pomeriggio e si preannuncia un clima molto caldo. Perché da un lato c’è l’Amministrazione, guidata da Armando Imperato, e dall’altro l’opposizione, capeggiata da Alfonso Arpino. Maggioranza e minoranza che, in questi mesi, si sono scontrati proprio sullo strumento economico. Alfonso Arpino, Antonio Amodio, Antonio Ferrara e Errico Tajani, esponenti dell’opposizione in quota all’Udeur, infatti, avevano contestato, dapprima con una lettera, e poi affidandosi alle carte bollate, la decisione della Amministrazione, di approvare il conto consuntivo nonostante vi fossero delle irregolaritá "tecniche". Il "vizio" al quale si erano appellati gli esponenti della minoranza era quello che la seduta del consiglio non fosse stata preceduta dalla "notifica dell’avviso di deposito presso l’ufficio Ragioneria, almeno quindici giorni prima della convocazione".
In pratica Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani avevano messo in risalto come non fossero stati osservati i termini previsti dalla legge e, perciò, non era stato loro possibile prendere visione di tutto l’incartamento, che riguardava il bilancio dello scorso anno, da discutere e, poi, eventualmente approvare. E dunque, avevano chiesto che l’assise cittadina fosse rinviata ad altra data. Invece si era deciso lo stesso di discutere e di approvare l’argomento. Il passo per il ricorso al Tribunale amministrativo era stato, dunque, breve. E i giudici avevano dato ragione agli esponenti di opposizione, dichiarando nulla la delibera con la quale era stato approvato il conto.
L’Amministrazione, però, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, che aveva concesso la sospensiva. Ma la sentenza definitiva ha nuovamente confermato quanto stabilito dal Tar. Perciò adesso si ridiscute l’approvazione dello strumento economico, non senza qualche polemica. Perché, anche se stravolta sono stati rispettati i termini legali, Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani denunciano una sorta di ostruzionismo. «Per noi il clima deve restare sempre disteso, in quanto noi vogliamo solamente fare il nostro lavoro e controllare le azioni della maggioranza» rimarca il capogruppo Arpino. (g.d.s.)