I conti tornano in consiglio su
decisione dei giudici
tramonti Oggi la seduta al
Comune
• TRAMONTI. Il conto
consuntivo ritorna in consiglio comunale, dopo le due
bocciature ricevute dal Tar e dal Consiglio di Stato. La
discussione ci sará questo pomeriggio e si preannuncia un
clima molto caldo. Perché da un lato c’è
l’Amministrazione, guidata da Armando Imperato, e
dall’altro l’opposizione, capeggiata da Alfonso Arpino.
Maggioranza e minoranza che, in questi mesi, si sono
scontrati proprio sullo strumento economico. Alfonso
Arpino, Antonio Amodio, Antonio Ferrara e Errico Tajani,
esponenti dell’opposizione in quota all’Udeur, infatti,
avevano contestato, dapprima con una lettera, e poi
affidandosi alle carte bollate, la decisione della
Amministrazione, di approvare il conto consuntivo
nonostante vi fossero delle irregolaritá "tecniche". Il
"vizio" al quale si erano appellati gli esponenti della
minoranza era quello che la seduta del consiglio non fosse
stata preceduta dalla "notifica dell’avviso di deposito
presso l’ufficio Ragioneria, almeno quindici giorni prima
della convocazione".
In pratica Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani avevano messo
in risalto come non fossero stati osservati i termini
previsti dalla legge e, perciò, non era stato loro
possibile prendere visione di tutto l’incartamento, che
riguardava il bilancio dello scorso anno, da discutere e,
poi, eventualmente approvare. E dunque, avevano chiesto
che l’assise cittadina fosse rinviata ad altra data.
Invece si era deciso lo stesso di discutere e di approvare
l’argomento. Il passo per il ricorso al Tribunale
amministrativo era stato, dunque, breve. E i giudici
avevano dato ragione agli esponenti di opposizione,
dichiarando nulla la delibera con la quale era stato
approvato il conto.
L’Amministrazione, però, aveva fatto ricorso al Consiglio
di Stato, che aveva concesso la sospensiva. Ma la sentenza
definitiva ha nuovamente confermato quanto stabilito dal
Tar. Perciò adesso si ridiscute l’approvazione dello
strumento economico, non senza qualche polemica. Perché,
anche se stravolta sono stati rispettati i termini legali,
Arpino, Amodio, Ferrara e Tajani denunciano una sorta di
ostruzionismo. «Per noi il clima deve restare sempre
disteso, in quanto noi vogliamo solamente fare il nostro
lavoro e controllare le azioni della maggioranza» rimarca
il capogruppo Arpino. (g.d.s.) |