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FIAMME
DISTRUGGONO OASI DI VERDE
Costiera
amalfitana: tanti ettari andati a fuoco. Anche Tramonti sotto l’attacco
di folli piromani. Quali sono i reali interessi? La denuncia del Wwf
La
Costiera amalfitana è assediata dai piromani. Da una prima stima sono più
di 1500 gli ettari bruciati. Negli ultimi tre giorni consecutivi, il
polmone verde di Maiori si è trasformato in un vero e proprio rogo. Capo
d’Orso, zona integrata, vale a dire divieto assoluto di ogni attività
(dalla caccia all’edilizia) in base al piano del Parco dei Monti Lattari,
è quasi andata distrutta. Più di 50 (su 100) gli ettari andati a fuoco.
Due canadair e quattro elicotteri si sono divisi ieri (5 settembre 2003,
ndr) il triste compito dello spegnimento in località Demanio.
“Quest’anno ricorda il 1985, quando intere macchie mediterranee furono
distrutte – afferma Gioacchino Di Martino, responsabile Wwf della
Costiera amalfitana – purtroppo le telefonate anonime che si ricevono
hanno un fondamento: troppi gli interessi che ci sono. Dai cacciatori che
non vogliono assolutamente il Parco, all’industria del rimboschimento.
Tra giorni partirà la nostra denuncia
per sollecitare le indagini della forza dell’ordine e fare in
modo che i sindaci siano più sensibili. Bisogna redigere una mappa delle
zone colpite con tutte le indicazioni necessarie e fare in modo poi che si
applichi la cosiddetta legge antincendio. Si sta attuando uno strano
meccanismo che sa tanto di ricatto: volete il Parco? Eccovi
accontentati!”. “Su questa triste vicenda io sono molto razionale –
dichiara il sindaco di Maiori Stefano Della Pietra – un politico deve
dare risposte e la mia sarà quella di fare prevenzione partendo dalle
scuole e realizzare dei presidi per tutelare tutto il nostro verde. Ci
sono poi le istituzioni preposte a questo compito, come la Comunità
Montana che praticamente anche su questo fronte è assolutamente
latitante. Mi dite voi un sindaco da solo cosa può fare oltre a sentirsi
tristemente impotente?”. Anche Tramonti è stata oggetto di grossi
attacchi da parte di piromani interessati a distruggere intere zone di
verde. Dalle montagne di Paterno S.Arcangelo, fino a quelle di Cesarano,
dal monte Finestra a Cava (dove si è riversato sul versante tramontano)
è stato un continuo propagarsi di incendi.
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articolo del giorno 6 settembre 2003 -
(Maria
Rosaria Sannino) |
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