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E’ una delle 34 varietà autoctone presenti in Campania. Si tratta del Tintore che, insieme con altre tipologie di uve cosiddette minori, seppur produttivo risulta non essere ancora iscritto nel registro nazionale delle varietà di viti. Per far sì che venga riconoscimento il secolare vitigno, ancora coltivato a piede franco tra i terrazzamenti di Tramonti, l’Associazione Gete ha promosso un convegno di studio per avviare il processo di valorizzazione e classificazione di uno dei capisaldi del patrimonio ampelografico della Costiera Amalfitana.
La giornata dedicata al Tintore, dal titolo Il Mosto che diventa Vino, è programmata per domenica 12 novembre alle ore 10.30 presso la Cappella Rupestre del borgo montano. Parteciperanno alla tavola rotonda: il giornalista Mario Amodio, il sindaco di Tramonti Armando Imperato, il presidente dell’Associzione Gete Antonio Giordano, i docenti universitari Luigi Moio e Antonella Monaco, il giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro e l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Corrado Martinangelo.
Tramonti, con i suoi terrazzameti e suoi prodotti tipici, è da considerarsi l’altra faccia della costiera, quella più produttiva e anche per questo più vocata a un turismo attento alle tradizioni. Una civiltà che continua a mantenere in vita antiche usanze e mestieri come la lavorazione dei formaggi e delle ceste di vimini, oltre alla coltivazione dei suoi vitigni utracentenari che si dipanano con fitte trame su pergolati retti da impalcature fatte con pali di castagno. Un’autentica rarità nel panorama viticolo internazionale, ma anche l'eredità della metodologia di allevamento che si utilizzava migliaia di anni fa con gli etruschi che popolavano questa zona.
tratto da:http://www.campaniasuweb.it
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