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Gennaro
Apicella ha regalato al comune cinque timbri antichi e di
inestimabile valore storico. Con la richiesta: che vengano
esposti e realizzato un museo. E si scopre l’esistenza di
una Cassa di Risparmio ai tempi già di Vittorio Emanale II.
Sono arrivati come un dono dal cielo.
Cinque storici timbri che raccontano la storia di Tramonti:
l’economia legata ad una Cassa di Risparmio già all’epoca di
Vittorio Emanuele II; il notaio Telese con il suo logo al
tempo di Francesco II re del regno delle Due Sicilie; e lo
stemma comunale con le tre punte arrotondate con il profilo
montano. Gennaro Apicella se li è visti consegnare
direttamente a casa sua, da un rigattiere, in un giorno in
cui pensava a tutt’altro. “E’ arrivato un ferravecchio e mi
ha chiesto semplicemente se volevo dei timbri con su la
scritta Tramonti – racconta Gennaro, oggi pizzaiolo
pensionato e che vive stabilmente a Novara – sapeva delle
mie origini e così ha pensato di farmi una cosa gradita.
Però neanche immaginavo che potessero essere così
importanti”. Li ha guardati e riguardati. Girati e rigirati
tra le sue mani. Quelle mani che tanto lavoro hanno fatto:
una vita in pizzeria,e poi due figli da crescere e che ha
visto realizzati nelle proprie rispettive professioni nel
nord Italia. Ma il suo cuore è stato sempre lì, in quel
paese lasciato da giovane. Ora possedeva quei timbri che
dovevano avere pur un valore. Non economico (se non per gli
appassionati collezionisti), ma storico. E così ha pensato
di donarli alla sua terra d’origine. E farli ritornare nel
posto dove erano partiti. “Li ho consegnati così nelle mani
del sindaco – afferma emozionato – con la promessa però che
fossero messi in un luogo pubblico e che un giorno possa
nascere un piccolo museo”. I timbri, in ottimo stato di
conservazione (dopo che minuziosamente sono stati ripuliti
da tutte le incrostazioni di inchiostro), e finemente
lavorati, raccontano di un passato fiorente: la presenza di
un notaio, Domenico Telese, che svolse la sua attività
all’epoca di Francesco II re del Regno delle due Sicilie
(noto come Francesco II di Borbone) tra il 1859 e il 1861; e
l’esistenza di una Cassa di Risparmio ai tempi già di
Vittorio Emanale II, che regnerà dal 1861 al 1878. Ora, la
cosa naturale da fare, sarebbe realizzare una seria ricerca
su ciò che è stato questo periodo nella storia di Tramonti.
Partire da questi timbri, e da qui ricostruire un passato
ancora da rivalutare. I documenti non mancano per poterlo
fare. E immaginare, realisticamente, di realizzare un museo
civico e contadino.Tramonti ha tanta storia ancora da
scoprire e raccontare.
(mrs) |

Insieme Timbri

Notaio Telese Sicilie

Notaio Telese
Vittorio Emmanuele

Timbro banca

Timbro Municipio
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