TRAMONTI. Un ricorso al Riesame per
chiedere e ottenere il dissequestro della case popolari in costruzione
e "sigillate" lo scorso sette giugno. I magistrati dovrebbero
esprimersi a giorni e gli amministratori sono fiduciosi che la
decisione sará a loro favore.
«Siamo sicuri che si sia trattato
solo di un equivoco - rimarca il sindaco Armando Imperato - perché
riteniamo di essere in possesso di tutte le autorizzazioni. La nostra
principale preoccupazione è stata quella di seguire le direttive
dell’Autorità di bacino, riqualificando la zona, anche se il parere
dell’Ente non era vincolante. Siamo tranquilli e certi che i
fraintendimenti si risolveranno. Abbiamo fatto il nostro dovere e
riteniamo di aver portato a termine tutti gli adempimenti che ci erano
stati richiesti». Il sequestro era stato eseguito nel contesto delle
indagini portate avanti in base alle risultanze delle perizie
effettuate dal tecnico nominato dall’Autoritá giudiziaria. Le quali
avrebbero evidenziato che le opere sarebbero state realizzate "in area
classificata "R3" di zona sottoposta a vincolo paesaggistico,
ambientale e idrogeologico, in assenza delle prescritte autorizzazioni
e con deturpamento delle bellezze naturali". In quel posto non si
sarebbe potuto costruire. L’attenzione degli inquirenti nei confronti
del piano di qualificazione urbanistica per la eliminazione delle
baracche-container, approvato dal Comune nel 2002 e modificato nel
2004, aveva preso il via in da una denuncia presentata da un comitato
civico. Il progetto prevede la realizzazione di 39 appartamenti, di
cui 21 a Polvica finiti sotto sequestro.