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Le mie gambe sanno che io non le posso usare
ma io non le maledico,

le mie braccia non potranno alzarsi insieme
ma io non le odio.
Le odio e le maledico solo se fanno del male.


"La prima

 pizza al piatto

 all'aquila? Opera di mio fratello "Ciccillo"

 

3 dic. 2005

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Ma è famosa anche per l’uva e per i tanti agriturismi

Tramonti, la patria della pizza


 

E’ la patria della pizza. Almeno così sostengono gli abitanti di Tramonti che vanno fieri della loro leadership, presunta o reale, a tal punto che ad agosto si svolge pure una festa dedicata proprio alla gustosa e saporita pietanza. Un primato, quest’ultimo, sotto molti aspetti, contestato ai napoletani e che, in qualche modo, trova anche conferma nelle ricerche storiche e nella tradizione popolare. Fatto sta che con l’impasto e la mozzarella molti tramontani hanno trovato fortuna in tutto il mondo. Perché, soprattutto tra gli anni a cavallo tra il 1950 e il 1960, sono stati tantissimi coloro che hanno lasciato il proprio paese per andare a cercare fortuna nell’Italia del Nord, in Europa e negli Stati Uniti. Imprenditori che si sono distinti per la loro maestria e la loro competenza, a tal punto che diversi di loro hanno anche ricoperto importanti cariche istituzionali.

Tramonti, però, non è solo pizza, in quanto le particolaritá gastronomiche dell’interno comprensorio sono veramente inesauribili. Dai caseifici, che continuano l’antico mestiere della trasformazione artigianale del latte bovino e caprino - le cui radici risalgono all’epoca dei romani come testimoniano i resti di una "villa rurale" rinvenuta a Polvica - e che producono fiordilatte, caciocavalli, ricotta e caciotte, sino ad arrivare ai vini doc vanto e pregio della zona. E tutto viene, ancora oggi, preparato ed effettuato secondo le usanze locali anche se con l’impiego delle moderne tecnologie. Una ben dosato mix tra il nuovo e il vecchio, un’abile sinergia tra l’imprenditoria e il rispetto dei metodi tramandati dagli avi. Insomma una vera e propria babele per chi ama i sapori di un tempo e non vuole rinunciare alla buona cucina preparata con i prodotti genuini. E i riconoscimenti alla produzione enogastronomica, d’altronde, nel corso degli anni, non sono affatto mancati.

Soprattutto il nettare di Bacco ha saputo ritagliarsi un posto di prestigio nel mercato nazionale e internazionale. L’enologo inglese Cyril Ray, infatti, nel libro d’oro sui vini d’Italia, sottolinea come quello imbottigliato a Tramonti, con le uva di qualitá del tipo "tintore", "falanghina", "biancolello", "piedirosso", sia "amabile, forte e profumato". E non possono essere trascurati i castagneti che producono i deliziosi "marroni" ed i limoneti nei quali si coltiva il famoso sfusato amalfitano, entrambi utilizzati anche per dare sapore e profumi.

Ma l’attivitá artigianale di Tramonti abbraccia anche altri campi e si allarga pure alla confezione delle ceste, intrecciate con i giunchi di castagno, che continua un mestiere una volta molto fiorente e che, tuttora, riesce a resistere. Il nuovo che avanza, nell’economia della zona, invece, è rappresentato dall’agriturismo. Cascine ristrutturate e adibite a ristoranti, maneggi, pensioni. In questi ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom per le caratteristiche morfologiche di Tramonti, dove il verde è quasi in simbiosi con il mare. Una trasformazione che è ancora in corso e che ha indotto gli emigranti eccellenti, proprio per le potenzialitá del business, a investire capitali nella terra d’origine. Gaetano de Stefano

tratto da:http://archivio.lacittadisalerno.extra.kataweb.it

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