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Ma è famosa
anche per l’uva e per i tanti agriturismi
Tramonti, la
patria della pizza
E’
la patria della pizza. Almeno così sostengono gli abitanti
di Tramonti che vanno fieri della loro leadership,
presunta o reale, a tal punto che ad agosto si svolge pure
una festa dedicata proprio alla gustosa e saporita
pietanza. Un primato, quest’ultimo, sotto molti aspetti,
contestato ai napoletani e che, in qualche modo, trova
anche conferma nelle ricerche storiche e nella tradizione
popolare. Fatto sta che con l’impasto e la mozzarella
molti tramontani hanno trovato fortuna in tutto il mondo.
Perché, soprattutto tra gli anni a cavallo tra il 1950 e
il 1960, sono stati tantissimi coloro che hanno lasciato
il proprio paese per andare a cercare fortuna nell’Italia
del Nord, in Europa e negli Stati Uniti. Imprenditori che
si sono distinti per la loro maestria e la loro
competenza, a tal punto che diversi di loro hanno anche
ricoperto importanti cariche istituzionali.
Tramonti, però, non è solo
pizza, in quanto le particolaritá gastronomiche
dell’interno comprensorio sono veramente inesauribili. Dai
caseifici, che continuano l’antico mestiere della
trasformazione artigianale del latte bovino e caprino - le
cui radici risalgono all’epoca dei romani come
testimoniano i resti di una "villa rurale" rinvenuta a
Polvica - e che producono fiordilatte, caciocavalli,
ricotta e caciotte, sino ad arrivare ai vini doc vanto e
pregio della zona. E tutto viene, ancora oggi, preparato
ed effettuato secondo le usanze locali anche se con
l’impiego delle moderne tecnologie. Una ben dosato mix tra
il nuovo e il vecchio, un’abile sinergia tra
l’imprenditoria e il rispetto dei metodi tramandati dagli
avi. Insomma una vera e propria babele per chi ama i
sapori di un tempo e non vuole rinunciare alla buona
cucina preparata con i prodotti genuini. E i
riconoscimenti alla produzione enogastronomica,
d’altronde, nel corso degli anni, non sono affatto
mancati.
Soprattutto il nettare di
Bacco ha saputo ritagliarsi un posto di prestigio nel
mercato nazionale e internazionale. L’enologo inglese
Cyril Ray, infatti, nel libro d’oro sui vini d’Italia,
sottolinea come quello imbottigliato a Tramonti, con le
uva di qualitá del tipo "tintore", "falanghina", "biancolello",
"piedirosso", sia "amabile, forte e profumato". E non
possono essere trascurati i castagneti che producono i
deliziosi "marroni" ed i limoneti nei quali si coltiva il
famoso sfusato amalfitano, entrambi utilizzati anche per
dare sapore e profumi.
Ma l’attivitá artigianale di
Tramonti abbraccia anche altri campi e si allarga pure
alla confezione delle ceste, intrecciate con i giunchi di
castagno, che continua un mestiere una volta molto
fiorente e che, tuttora, riesce a resistere. Il nuovo che
avanza, nell’economia della zona, invece, è rappresentato
dall’agriturismo. Cascine ristrutturate e adibite a
ristoranti, maneggi, pensioni. In questi ultimi anni c’è
stato un vero e proprio boom per le caratteristiche
morfologiche di Tramonti, dove il verde è quasi in
simbiosi con il mare. Una trasformazione che è ancora in
corso e che ha indotto gli emigranti eccellenti, proprio
per le potenzialitá del business, a investire capitali
nella terra d’origine.
Gaetano de Stefano
tratto
da:http://archivio.lacittadisalerno.extra.kataweb.it |