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Sindaco a
giudizio
Tramonti, avrebbe boicottato una lista
TRAMONTI. Il
sindaco di Tramonti, Armando Imperato, dovrá comparire in giudizio
e difendersi dall’accusa di aver rifiutato «la tempestiva
sottoscrizione di sei certificati attestanti l’iscrizione nelle
liste elettorali di altrettanti candidati alla carica di
consigliere comunale inseriti nella lista denominata "Uniti per
Tramonti" per la tornata elettorale del 13 giugno 2004». Il
giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno
Vincenzo Di Florio ha ritenuto, infatti, di rinviare a giudizio il
primo cittadino, in base agli elementi acquisiti nella prima
tranche dell’indagine e in seguito all’udienza preliminare,
fissando quella dibattimentale per il prossimo 20 aprile.
E ha motivato la
decisione presa, come evidenziato nel dispositivo, mettendo in
risalto la circostanza che Imperato avrebbe avuto un comportamento
«idoneo a cagionare intenzionalmente al candidato sindaco ed ai
candidati alla carica di consigliere comunale della lista
contrapposta un danno ingiusto costituito dall’esclusione delle
relative candidature».
In pratica, è
quanto sostenuto dall’attuale minoranza consiliare - composta da
Alfonso Arpino, Errico Taiani, Enrico Fierro, Antonio Amodio e
Antonio Ferrara - che ha acceso le polveri ricorrendo alla
magistratura.
Un presunto
boicottaggio che, tirando le somme, alla fine non sarebbe andato
in porto, visto che la formazione rivale si è comunque presentata
ai nastri di partenza, uscendo sconfitta dal testa a testa che
contrapponeva Imperato ad Arpino.
Secondo la tesi
accusatoria, però, a Imperato viene contestato il fatto che,
mancando l’ufficiale all’anagrafe deputato a questo tipo di
procedura, avrebbe tentato di ritardare o di rifiutare il rilascio
dei certificati elettorali che lui solo poteva firmare.
Il sindaco di
Tramonti Imperato, tuttavia, contesta ogni addebito ed è pronto a
far valere, in giudizio, le proprie ragioni.
«Da me non si è
presentato mai nessuno - precisa il primo cittadino di Tramonti- e
io non mi sono mai rifiutato di firmare alcuna certificazione,
soprattutto se si tiene conto della circostanza che non mi hanno
affatto cercato. E, inoltre, io non avrei avuto alcun interesse
che non si presentasse la lista concorrente, in quanto, correndo
da solo, non avrei avuto la certezza di raggiungere il quorum
stabilito dalla legge, nel caso in cui, al giudizio degli
elettori, ci fosse stata solo la mia compagine».
Gaetano de
Stefano
tratto da: http://www.lacittadisalerno.quotidianiespresso.it |