ritorna alla pagina iniziale

 

Giordano, da «Certi bambini» al set con il commissario Rex

Il ragazzino di Tramonti fa carriera

ERMINIA PELLECCHIA Dai vicoli malfamati di Napoli alla mondana Ischia. Mario Giordano ha smesso i panni di Brasile, il teppistello di «Certi bambini» per indossare quelli più raffinati di Marco, protagonista di una tenera storia, una sorta di iniziazione all’amore, leggera e fugace proprio come la breve vacanza che trascorrerà nell’isola cult del turismo made in Germany. Già perchè lo scugnizzo quattordicenne, coprotagonista del film tratto dal romanzo di Diego De Silva, nella sua seconda esperienza cinematografica a distanza di due anni si è trasformato in un perfetto ragazzino tedesco, complice l’aspetto ariano a dispetto delle sue origini costiere. E sono stati proprio il suo fisico atletico, gli occhi color del muschio e lo sguardo fiero a catturare la regista Sabine Derflinger quando, lo scorso aprile, ha completato il casting del suo ultimo lavoro, «42 Plus», prodotto dalla Dor Film di Vienna. Solo il tempo, il giro di un attimo, di aspettare il consenso di papà Domenico e mamma Immacolata, e Mario si è trovato a vivere una nuova, travolgente avventura al fianco di mostri sacri del grande schermo come la bellissima Claudia Michelsen, il «cacciatore di teste» di Costa Gavras Ulrich Tukur e, soprattutto il simpaticissimo «commissario Rex» Tobias Moretti. Insomma dalla natia TRAMONTI ai set internazionali, un vero e proprio volo per il sedicenne innamorato del cinema e del pallone. Che, però, ha la testa ben piantata sulle spalle. «Mi piace fare l’attore - confessa - E devo ringraziare il mio professore Franco Silvestri che mi ha avvicinato a questo difficile mestiere, convincendomi, tra l’altro, a partecipare ai provini di Certi bambini. Al primo posto, però, viene lo studio. Sono vicino al traguardo del liceo e penso di iscrivermi successivamente a medicina o, tutt’al più, ad informatica». Serio, riflessivo Mario preferisce non sognare ad occhi aperti. «Sono troppo giovane - dice - È assurdo ora pensare di far carriera nello spettacolo con soli due film alle spalle ed una semplice partecipazione alla Squadra. Sarà il futuro ad indicarmi la strada». Meglio, comunque, non lasciare niente al caso. «Ho seguito i corsi di dizione di Pasquale De Cristofaro - ammette - È stata un’esperienza fantastica, mi ha insegnato molti trucchi del mestiere. Il teatro è la mia vera passione, come per Moretti. Nelle pause del film mi ha confidato che lui è nato con il teatro e che morirà con il teatro. Vorrei emularlo, ma lo potrà stabilire solo il destino». Ed il destino suona già alla porta: il film, infatti, sarà in concorso a Venezia e Berlino.

Mario Giordano

tratto da: http://ilmattino.caltanet.it/mattino

per informazioni rivolgersi a:

info@tramontipizza.org