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La
necessità di maggiori garanzie e certezze per il
cliente de11.a ristorazione stimola le idee più
iimovative. Come quella di creare un 'Università della
pizza, una sorta di scuola professionale dedicata
specificamente al nostro piatto nazionale, dopo la
pasta ovviamente.
Una
scuola vera con tanto di materie, insegnanti e diploma
finale, destinata ai pizzaioli (in Italia ce ne sono
più di 22mila, di cui almeno 3mila di serie A) che
vogliono perfezionare le proprie conoscenze in
materia. L 'università sta per nascere a Padova, grazie
a Molino Quaglia, uno dei più importanti fornitori di
farine per pizza di tutta Italia, che ha raccolto l'
esigenza di molti professionisti che intendono
migliorare la propria offerta, qualificandosi e
affrontando il cliente con idee più chiare e up to
date. L' obiettivo dell'Università è di «non lasciare
nulla al caso, eliminando improvvisazione e luoghi
comuni, sia per quanto riguarda gli ingredienti
utilizzati che la cottura, la presentazione e, perche
no, il prezzo finale di vendita» , come chiarisce Anna
Garbagna, che si occupa della comunicazione del
progetto ormai diventato realtà. I primi corsi,
teorici e pratici, si terranno da settembre a novembre
e riguarderanno argomenti di grande attualità, come la
scelta del tipo di mozzarella giusta, quali pomodori
utilizzare, con quale olio condire la pizza, se è
meglio il forno elettrico o a legna, che tipo di
impasto preparare e perché. «Un progetto sicuramente
destinato al successo», sostiene Beppe Francese,
patron di pizzeria ad Asti, leader del nuovo corso dei
pizzaioli italiani, che ha fatto del proprio locale il
punto di riferimento della clientela bene della città
piemontese (ci va anche il noto dietologo Giorgio
Calabrese) .All'Università della Pizza verranno
forniti suggerimenti e strumenti per affrontare con
successo il mercato e per non deludere il segmento
maggioritario nel business delle pizzerie, quello
rappresentato dalle famiglie. Come? Con lezioni
specifiche di marketing e di gestione aziendale e con
corsi finalizzati a una maggiore conoscenza dei
clienti e delle loro esigenze. Ma la peculiarità dell'università
padovana sarà la creazione di un vero e proprio
circuito di pizzerie «diplomate», connotate da un
marchio grafico accattivante che connoterà, grazie a
una vetrofania, i locali laureati aderenti. Allo
stesso tempo sarà creato un sito web a cui potranno
collegarsi sia i consumatori finali (per conoscere i
nomi delle pizzerie aderenti all'iniziativa) , sia i
pizzaioli stessi, che potranno essere aggiornati in
tempo reale su ogni novità legata al progetto.
Inoltre, a ulteriore conferma della serietà dell'operazione,
è stata creata la figura dell'informatore tecnico: un
professionista che visiterà periodicamente le pizzerie
per valutarne la rispondenza ai disciplinari previsti
dai corsi. Ma anche per aiutare i pizzaioli ad
affrontare e superare ogni difficoltà. Con buona pace
dei detrattori di questo piatto semplice ma gustoso,
che ci ha reso famosi nel mondo, anche la pizza vuole
aggredire il mercato e consolidarlo. Anche con
l'agognato «pezzo di carta» che, dicono a Padova,
aprirà molte porte.
claudio zeni
tratto
da:Finanza&Mercati sabato 5 Agosto pag V |