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Domenica scorsa a
Tramonti
Ampio dibattito con specialisti
del settore e rappresentanze
istituzionali sulla
valorizzazione del vino.
Appuntamento
organizzato dall'associazione
culturale"Gete"
Un Tintore s'aggira in Costiera
Giornata di approfondimento
sul più antico vitigno autoctono
Menù
sani, alimentazione variata ed
equilibrata. E' il messaggio
martellante degli esperti che da
tempo sottolinano l'importanza
dell'educazione alimentare per
il benessere e la prevenzione di
molte e varie patologie. La
dieta mediterranea, che coniuga
gusto e benessere, e da tempo
indicata come esempio di dieta
equilibrata. Nelle regole
dietetiche c'è spazio anche per
il vino, lungamente demonizzato
come causa primigenia di
numerosi e gravi danni a carico
dell'apparato cardio-vascolare.
Di vino si è dibattuto domenica
12 novembre scorso nella
Cappella rupestre, un gioiello
dellVIII sec. irrimediabilmente
scempiato da un restauro
sconsiderato, a Gete di
Tramonti, comune della Costiera
costituito da ben 13 frazioni, è
da sempre un centro produttivo
di castagne, latticini e,
appunto, di vino. Tramonti è
però anche la zona d'origine del
"Tintore" uno dai più antichi
vitigni locali. "Il mosto che
diventa vino" è stato in tema
dell'incontro-dibattito
organizzato dall'associazione "Gete"
per promuovere la cultura della
vite, sul vitigno autoctono del
Tintore di Tramonti e la
conoscenza del paesaggio
culturale di Gete. Il convegno,
moderato dal giornalista Mario
Amodio, è stato ovviamente
aperto dal saluto del sindaco
Armando Imperato, il quale si è
augurato che la "scommessa"
delle manifestazioni d'autunno
tra Scala e Tramonti consentono
la maggior fruibilità di un
paese poco conosciuto. Antonio
Giordano, presidente
dell'associazione nata solo
quest'estate per iniziativa di
26 cittadini che con essa
propongono di valorizzare il
territorio, i suoi prodotti ed i
suoi monumenti, si è soffermato
sulla necessità di una sinergia
tra associazioni, viticultori,
operatori turistici, cantine ed
istituzioni che sia prodromica
all'identificazione o alla
riclassificazione del Tintore e
conseguentemente,
all'inserimento di Tramonti nel
contesto del turismo e
dell'enogastronomia della
Costiera. Michele Manzo,
dell'Assessorato Agricoltura
della Regione Campania, ha
illustrato il programma di
selezione clonale ed
ampelografica della vite,
soffermandosi sull'esigenza di
rafforzare il progetto "Strada
del vino Costa d'Amalfi", di
qualificare l'offerta turistica
e di instaurare una
collaborazione fra le aziende
acchè l'enoturismo possa
configurarsi come motore
trainante per il territorio.
Manzo ha altresì garantito
l'appoggio dell'ente regionale
per evitare la degradazione
della viticultura campana
"colonizzata" da una vivaistica
senza scrupoli che, acquistando
l'invenduto delle altre regioni,
ha reso la Campania una
pattumiera della produzione
vitivinicola d'Italia. Da ultimo ha
volutamente stigmatizzato la "chardonazzazione"
e la "cabernetizzazione"
dell'enologia, cause di una
pericolosa omologazione
enologica. Ad Antonella Monaco
del Dipartimento di
Arboricoltura,
Botanica e Patologia Vegetale
della facoltà di Agraria di
Portici e ad Angelita Gambuti
del dipartimento di Scienze
degli Alimenti della Federico II, il compito di
spiegare gli aspetti tecnici del
Tintore. Monaco ha
approfondito l'aspetto legato
alla coltivazione del ceppo,
alle difficoltà della sua
gestione , al controllo dei
terreni e delle virosi e della
fecondazione per migliorare la
qualità del raccolto ed evitare
una maggioranza di grappoli "spargoli",
cioè con acini piccoli e radi.
Gambuti ha indugiato
sull'aspetto enologico e
nutrizionale del Tintore,
addentrandosi in un discorso
eccessivamente specialistico non
sempre intelligibile per i non
addetti ai lavori. Antonio
Verdoliva, anch'egli per la
Regione Campania, ha tenuto a
ricordare che quello dei Monti
Lattari è un territorio che deve
riappropriarsi della sua
identità non solo per le
produzioni, ma anche per gli usi
e le tradizioni locali.
Antonietta Piscione
Tratto da: "Cronache del
Mezzogiorno" del 16 nov 2006 pag.8 |