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Le mie gambe sanno che io non le posso usare
ma io non le maledico,

le mie braccia non potranno alzarsi insieme
ma io non le odio.
Le odio e le maledico solo se fanno del male.


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3 dic. 2005

Luisa e Franco

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Nuovi Orizzonti


 

Di pregio artistico il convento dei Francescani

Il fascino delle borgate

Un paesaggio suggestivo


Lo spettacolo che si ammira dai 685 metri del Valico di Chiunzi è mozzafiato. Una picchiata "visiva" fino alla piana dell’Agro con lo sguardo che si perde tra la Valle del Sarno ed il Golfo di Napoli dominato dalla sagoma del Vesuvio. Un panorama che ha pochi uguali al mondo: alle spalle il verde dei boschi e la tranquillitá dei luoghi che fanno a "pugni" con la vita frenetica e caotica delle cittadine raccolte, quasi in un’unica megalopoli, nella sottostante vallata.

Ma la bellezza di Tramonti, il cui territorio si scompone in tredici borgate, non è solo in questo impatto visivo. Oltre ad essere una zona amena, ideale per chi ha voglia di trascorrervi un periodo di vacanza per "disintossicarsi" dallo stress della vita quotidiana, il paese offre tante altre occasioni di natura paesaggistica e culturale. Salendo da Maiori, la prima "borgata" che si incontra è Pucara, con la chiesa di Sant’Erasmo del 1414, che conserva opere attribuite a Luca Giordano, ed il Regio Conservatorio di San Giuseppe del 1662 che fu educandato delle ragazze nobili napoletane. Seguendo la provinciale, si arriva al bivio per Polvica che conduce anche a Corsano, Paterno S. Arcangelo, Pietre, Capitignano e Cesarano. Quindi, dopo una serie di svolte, si giunge a Gete, a Ponte e, attraverso una strada dal paesaggio bucolico, a Campinola. Completano il "mosaico" i borghi di Paterno S. Elia, Figlino e Novella. 

Tutti i centri abitati hanno monumenti, soprattutto religiosi, di grande pregio artistico e architettonico. Ma anche angoli incontaminati, dove è possibile scoprire testimonianze del passato o, semplicemente, particolari che sono unici nel loro genere. Uno dei conventi più famosi è certamente quello dei Francescani che venne fondato nel 1474. Nella chiesa, ad una sola navata, oltre ad alcuni affreschi del Bocchetti, ci sono due sarcofaghi che conservano le spoglie di Martino de Majo, vescovo di Bisaccia e di Ambrogio Romano, vescovo di Minori.

Di particolare interesse, inoltre, sono la Chiesa dell’Ascensione in Paterno S. Arcangelo, con il suo campanile romanico, da poco restaurata, e la Cappella rupestre a due navate, in stile gotico con tratti romanici. Non da meno, i resti della Villa Romana di Polvica, la Chiesa dell’Annunziata, in Figlino, che conserva un pavimento decorativo di maioliche di Capodimonte del Settecento.
 

tratto da:http://archivio.lacittadisalerno.extra.kataweb.it

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