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Dir.:M.R.Sannino
Tramonti Pizza Benvenuto nel sito di Tramonti e dei suoi pizzaioli nel Mondo

VIAGGIO ROTARIANO in COSTIERA AMALFITANA

 

VIAGGIARE E “FARE SERVICE” SI PUO’...

Andare in viaggio è una necessità della mente fin dalle origini della nostra specie. Con il viaggio la mente si ricondiziona rispetto alle difficoltà della vita quotidiana, col viaggio ci si arricchisce delle molteplici esperienze che, ora dopo ora, si verificano durante l’avventura che è sempre nuova, ogni volta. Chi viaggia amplia tutte quelle conoscenze che gli permettono di relativizzare il proprio stare nella vita rispetto al contesto che lo circonda. Insomma viaggiare, oggi come ieri, è una necessità; ma per noi del Rotary è anche una cosa in più, è fare “SERVICE” su noi stessi, una volta tanto. Viaggiare con il Club è un modo per entrare in rapporto con gli amici di sempre in modo diverso e per certi versi più completo e gratificante rispetto a quanto avviene nelle conviviali.La comune appartenenza rotariana ci mette già in diretta condivisione delle finalità che via via, andiamo a programmare. Tutto questo, trasportato nell'esperienza del viaggio, assume connotazioni umanamente molto coinvolgenti e fa della meta scelta un obiettivo comune al quale tendere, insieme e disinteressatamente. Succede, infatti, che Pino Pisacane s'ingegni a inventare e proporre un programma, quello di ritornare al suo paese; tutto il Club, presidente Bergamaschi in testa, condivide la proposta e lo mette in pratica Giorgio Finazzi si dedica al reperimento delle risorse necessarie mentre, sempre il Presidente si attiva per cogliere i significati reconditi che sono insiti nel muoversi verso una meta lontana e che va, giocoforza, coinvolta. Allora convince Iva Schivardi la quale prepara una relazione su POLIOPLUS perché sa anche che anche per il Rotary Club Costiera Amalfitana sarà importante sapere che siamo “figli” di quel Sergio Mulitsch ideatore e promotore del più grande service mai avviato dal Rotary a livello internazionale. Avviene così che una quasi piovosa mattinata di fine marzo vede gli allegri viaggiatori che, preso un pullman alle 4.15, si dirigono verso il Frecciarossa che sta aspettando di partire per Napoli. La partenza, come si conviene, è super puntuale e dunque alle 6.35 si è già alla periferia sud di Milano, in direzione di Bologna dove si arriverà in meno di un'ora. Solo il tempo di ambientarsi e alcune buone novità tecnologiche si evidenziano ai più. Un professore universitario, che da quando c'è l’Alta Velocità, non prende più l'aereo, ha già attaccato alla presa di corrente il suo portatile. Sta ripassando la lezione che terrà a Roma nel primo pomeriggio. La rete ADSL senza fili, gli permette d'informarsi in tempo reale e così può fare tutte le verifiche del caso, ma può anche telefonare perché la rete cellulare funziona anche quando il treno è in galleria. Avremmo potuto andare a Napoli in aereo, come in effetti Schivardi e Gattinoni hanno fatto, ma l'idea di fare quest'esperienza dei 302 all'ora su rotaia, ha intrigato i più. Prima delle undici ci vediamo già in territorio partenopeo e in men che non si dica si scatena il “service del viaggiare”, Francesco e Angelo si sono già messi all'opera come volontari fotografi e cominciano a materializzare i primi scatti fotografici coscienti del fatto che anche questo serve al club e ai suoi soci. Quegli scatti diventeranno mille, alla fine e questo richiederà il prolungamento dell'opera anche durante la cosiddetta fase di post produzione, fatta di selezione e composizione dell'album dei ricordi. Entrambi sono viaggiatori incalliti e dunque sanno quali siano le scene da riprendere e quali le luci da sfruttare. Gli scavi di Pompei, pur così tante volte visitati, sono il primo banco di prova dell'interesse al viaggio. La guida, ben informata, simpatica e intelligente c'introduce al tema e tanto per cominciare propone un giro al contrario, quello che parte dall'Odeion, il teatro piccolo, dall'acustica delicata per poi portarci alla scoperta delle Insule e delle Domus di questa città del divertimento e del riposo. Pompei era ricca di templi, di negozi e di postriboli, proprio tutto quello che i viaggiatori antichi cercavano, era luogo di vacanza. La tragedia vesuviana, le ceneri e i lapilli caduti in meno di quattro ore di quel tragico anno 79, ci impressionano sempre. Un metro di materiale lapideo per ogni ora ha coperto tutto il copribile; i brucianti gas piroclastici hanno fatto il resto. Stanchi ma appagati per le belle ore di visita, riguadagniamo felici e soddisfatti i sedili del nostro comodo pullman che ci porterà a Ravello, proprio là dove il nostro viaggio si materializzerà. La sistemazione a Villa Maria ci riconcilia con la fatica del trasferimento e della precoce levata mattutina; la cena al Cumpà Cosimo finisce l'opera e la notte che sappiamo sarà fresca e silenziosa, ci rasserena convintamente. Il sabato comincia con la gustosa prima colazione nella panoramica veranda della Villa, luogo di delizie per una congerie infinita di viaggiatori d’altri tempi. I biglietti del servizio pubblico che Pino ha reperito in tempo utile ci fanno scendere alla bella Amalfi, la stessa che ci accoglierà qualche ora più tardi con i famosi fritti misti del Marinella, ma solo dopo che il battello ci mostrerà la Costiera dal mare permettendoci una breve ma intensa visita di Positano. Perla inimitabile del lusso e dello stile di vita, Positano richiama visitatori da ogni dove. Forse è solo qui che possono materializzarsi miracoli d'amore: come quello dell’eterogenea coppia irlandese che abbiamo visto unirsi in matrimonio nella bella parrocchiale dell'Assunta. Lo svettante campanile ricorda anche a noi che Flavio Gioia era positanese, anche se la sua bussola è in genere accreditata come invenzione amalfitana. Il rientro a Ravello permette a tutti una fresca ed emozionante visita alla mitica Villa Cimbrone quella che nelle idee di Lord Grimthorpe doveva rappresentare un approdo sicuro e felice per i viaggiatori del Gran Tour. La serata interclub con il Rotary Club Costiera Amalfitana ci ha visto condividere la nostra esperienza con quella dell'ancora piccola compagine locale. Nonostante la giornata di sabato quasi tutti presenti i vent’otto soci con il loro presidente Andrea Giordano e la partecipazione nientemeno che di Paolo Romanello Assistente del Governatore del Distretto 2100. Omaggi floreali alle signore e dolcetti pasquali per tutti, hanno preceduto la cerimonia dello scambio dei guidoncini e delle pubblicazioni rappresentative della nostra e della loro realtà, senza dimenticare il pesce d'aprile del menu alla bergamasca stampato su carta di Amalfi.La sorpresa ha obbligato, noi conoscitori, a spiegare il significato di busecca e di codeghì ricevendone un’approvazione più formale che convinta da parte dei preoccupati amici campani. Anche la nostra preoccupazione di vederci servire un improbabile risotto al Formai de Mut alla ravellese è felicemente svanita quando, svelato l'arcano, abbiamo gustato i pesci del Mediterraneo e la gustosa Delizia al Limone. La serata, prolungatasi oltre la mezzanotte, ci ha indotti a legittima preoccupazione, tutti sapevano che il nostro orologio andava subito aggiornato un'ora avanti. La visita del bell'auditorio Oscar Niemeyer, in via di attivazione, ha preceduto il pranzo amorevolmente preparato dall'Antichi Sapori a Tramonti, centro amalfitano di tredici frazioni dove il nostro Pino ha visto la luce e da dove una innumerevole congerie di maestri pizzaioli sono partiti per il nostro nord. Il tetto di casa natale, con il suo relativo comignolo fumante, sono stati per lui e per noi un’emozionante occasione di condivisione. Piatti di qualità e vini corposi ci hanno già indotto a ritornarvi. Il rientro a Milano è stato veloce e comodo anche se i nostri bagagli denunciavano un peso ben maggiore rispetto all’andata; oltre ai personali acquisti i numerosi doni ricevuti tra i quali, immancabili, le ceramiche della costiera e il limoncello in bottiglia.

Una bella ed entusiasmante esperienza che ripeteremo tra qualche settimana sul Fiume Brenta.

 

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   29 Maggio - 3 Giugno 2010

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