La scomparsa di un
modello femminile di riferimento,di una parte della nostra memoria
storica, in un tempo in cui tutto sta cambiando ci porta a
riflettere su quella che è oggi l’identità femminile e sulla sua
rapida evoluzione. Lo scrittore africano Amadou Hampatè Ba diceva:
“ogni volta che muore un vecchio in Africa è come se bruciasse una
biblioteca”.
Allo stesso modo quando scompare una nonna
come Lucia, ci si rende conto che con lei è andata via una
ricchezza di storie, di racconti su come si fanno le cose, una
oralità di gesti e una pragmatica di spiegazioni che nessuna
trascrizione, nessun libro è in grado di sostituire.
Ci sono gesti, segreti, ossessioni, atmosfere che è possibile
comprendere solo nel racconto che si snocciola. Quando si pensa a
nonna Lucia, alla sua vita di moglie, di madre di nove figli e di
donna rimasta vedova, quando aveva poco più di cinquant’anni,
quando i figli erano finalmente sistemati, si comprende come le
donne di oggi siano radicalmente diverse da questo modello di
donna forte e semplice costretta a crescere in fretta e rimanere
autonoma.
Il tempo delle nostre nonne è stato di fatiche senza uguali, di
sacrifici, di rinunce, ma anche un tempo di serenità, di stagioni
con il loro respiro, di centralità nella famiglia e nella società.
Non amo indulgere spesso alla nostalgia, al ripiegamento sul
passato e alla sua esaltazione. Ogni epoca ha avuto le sue luci e
le sue ombre. Luci e ombre ieri, luci e ombre oggi.
Certo, quello di nonna Lucia è stato un tempo più impegnativo e di
maggiori fatiche, di povertà inghiottite giorno dopo giorno.
Lavorava da stelle a stelle, le giornate non avevano mai fine, e
non avevano un minimo di comodità.
Nonna Lucia come le nostre nonne aveva un ruolo
centrale, forte, dentro la famiglia. Erano loro che mandavano
avanti la casa. I mariti e i padri erano spesso fuori casa per
tutto il giorno o peggio ancora lontani. Molte famiglie erano
infatti provate dall’emigrazione: i figli prendevano la valigia,
al seguito dei padri.
Le donne con il loro carattere forte, con il
loro temperamento, con la loro coerenza, con le loro riconosciute
virtù restavano a casa a badare alla famiglia. Sapevano trovare
una soluzione ai vari problemi che si presentavano, prima fra
tutti l’esigenza di far quadrare i conti. Dovevano farsi in
quattro ed incredibilmente ci riuscivano.
Mi pare dunque giusto e necessario che in
un giorno come questo, in cui si è interrotta una trama di storia
di questo paese, ci sia un pensiero di riconoscenza verso chi ha
gettato le basi del nostro benessere.
Tutti quelli della mia generazione
possono dire di trovarsi in una fascia di mezzo, un po’ sospesa
tra passato e futuro, tra ieri e domani.
Non apparteniamo più al mondo dei nostri antenati né ancora a
quello dei nostri figli e spesso ci sentiamo come disorientati,
isolati tra un passato ritenuto lontano ed un presente che per noi
è quasi un avvenire.
Questo triste momento è un’occasione per riflettere tra due modi
di vita, non solo della donna, ma di tutta la comunità:
La Tramonti di ieri, tra il sudore della
fatica nei campi, il dramma dell’ emigrazione , le partenze di
massa verso il nord;
e
la Tramonti
di oggi,con l’invadenza delle nuove frontiere del lavoro e dei
modelli di vita.
Una realtà nuova
difficile, che spesso mette tutti a disagio con i suoi contenuti
improvvisi, veloci, diversi. Corriamo il rischio che la vita
cancelli rapidamente i suoi segni, i suoi tratti caratteristici,
mutandone le condizioni.
Quale sarà la nuova identità della donna che nasce da un passato
che si tramandava quasi immutabile per generazioni e un presente
che corre, a volte senza una bussola, con il pericolo di identità
fragili, composte e che abbiamo difficoltà a individuare?
Non è facile
rispondere, ma vorrei che l’universo femminile, mentre avanza sul
terreno delle conquiste, non perdesse la bellezza di sognare e di
far sognare. Vorrei che la donna desse il suo decisivo contributo
perché non vadano persi quei valori forti che stanno nella zona
del sentimento, degli affetti familiari, le basi portanti della
vita che donne come nonna Lucia hanno saputo tramandarci.
Non solo numeri,
parole e codici, fascino e bellezza esteriore: ma ancora e prima
di tutto, cuore e sentimento.