Biografia Gian Antonio Stella

 

Gian Antonio Stella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gian Antonio Stella Gian Antonio Stella, vicentino, è editorialista e inviato di politica, economia e costume al Corriere della Sera, giornale in cui, dopo gli anni della gavetta giovanile e l’assunzione al pomeridiano Corriere d’Informazione, è praticamente cresciuto. Vincitore di alcuni premi giornalistici (dall’"È" assegnato da Montanelli, Biagi e Bocca al “Barzini”, dall’”Ischia” al “Saint Vincent” per la saggistica) ha scritto vari libri. Tra i più noti Schei, un reportage sul mitico Nordest, Dio Po / gli uomini che fecero la Padania, un velenoso pamphlet sulla Lega, Lo spreco, un’inchiesta su come l’Italia ha buttato via almeno due milioni di miliardi di vecchie lire, Chic, un viaggio ironico e feroce tra gli italiani che hanno fatto i soldi, Tribù, uno spassoso e spietato ritratto della classe politica di destra salita al potere nel 2001 e infine L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi, una lucida analisi sull’emigrazione di oggi e di ieri.

PIZZA & PIZZERIA di Tramonti

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Gli Alloggi del Monastero

I Misteri Amministrativi della costiera Amalfitana

di Gian Antonio Stella

 

II grande Giustino Fortunato, che il sito Ufficiale del comune dipinge come  «l'uomo della tristezza meridionale» esaltandone lo spirito con cui faceva delle gran camminate sui sentieri dell’Appennino meridionale dove «regnava dolcissima una quiete serena e splendeva beffabile una luce tersa e dorata ci resterebbe di sasso. Proprio Tramonti, il comune sulla Costiera Amalfitana alle spalle di Maiori che canta entusiasta l’idea di ricostruire un sentiero dedicato al grande storico e politico meridionalista, sta infatti cocciutamente perseguendo un progetto che meriterebbe forse più spazio sui giornali. Lo stravolgimento di un antico monastero seicentesco per farne una specie di palazzina di alloggi popolari. Sia pure deluxe. E per raggiungere l’obiettivo si è dimostrato disposto anche ad abbindolare lo Stato.

 

E’ vero, l’Italia è un paese totalmente ricco di opere d’arte, monumenti, edifici storici dal valore inestimabile che c’è sempre il rischio di restare inchiodati alla pura conservazione del passato. Cosa che alla lunga può rivelarsi sterile. E’ certo il valore del Conservatorio di S.Giuseppe e S.Teresa del 1662, che domina l’altura della frazione di Pucara, non è paragonabile al Palazzo Vecchio di Firenze, al Pantheon o alle Procuratie di piazza San Marco. Ci sono però un mucchio di paesi al mondo che farebbero pazzie per avere loro, lo stupendo “educandato” fondato nel 1676 grazie al lascito di un Francesco Antonio Ricca, che dispose nel testamento che venisse creato appunto un «conservatorio di donne vergini in Tramonti»

Fatevi un giro su Internet e andate a vedere il filmato messo a disposizione di tutti, su «YouTube», dal «Comitato Civico Cittadini .di Tramonti»: una meraviglia. E' inutile descrivere" ìl chiosco, le celle, l'inseguirsi di prospettive di luci ed ombre, la cappella, la vista di cui si gode dalle mura: vanno visti. E confrontati (magari sorridendo amaro davanti al vanto municipale di appartenere alla «Associazione Borghi Autentici d'ltalia» con delibera di qualche mese fa in cui si saluta l’arrivo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di «di 2.582.285 euro in  conto capitale da prelevarsi dalle disponibilità relative al triennio 1996/1998 per il recupero di 26 alloggi pubblici danneggiati dal sisma del 1980»

«Recupero» 26 alloggi? E dove, se il Conservatorio non è mai stato occupato se non dalle suore che si dedicavano al «mantenimento ed alla educazione delle giovinette povere del Comune» e che se ne sono andate negli anni Quaranta dell'altro secolo? E quale terremoto, quello che vide il numero dei paesi individuato per gli aiuti statali salire da 36 a 687? Ancora lì stiamo, al vecchio trucchetto usato mille volte dopo il sisma del 1980, dal quale ci separano ormai 27 lunghissimi anni? Per carità, non è certo la prima volta che un pezzo dello Stato cerca di imbrogliare un altro pezzo dello Stato. Basti ricordare, sempre da queste parti, il caso di Palma Campania dove, perché qualcuno non denunciasse i rischi dì far passare un'autostrada praticamente sopra una immensa discarica, l'arteria venne letteralmente cancellata dalle planimetrie perfino dall'atto di esproprio dei terreni. Ma come è possibile votare per il «recupero dì 26 alloggi» sostenendo che già l'educandato era stato trasformato in una specie di condominio e contemporaneamente votare il «cambio di destinazione d'uso» del bellissimo convento? Se fosse gia stato davvero una specie di condominio, perché cambiare la destinazione d'uso? Misteri Amministrativi...

 

tratto da: "Corriere della Sera"18 aprile 2007 pag.42

 

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