Allevamento
tonni in Costiera amalfitana: un coro di
no
Durante il
convegno “Costiera amalfitana un mare da proteggere”,svoltosi
il 10 febbraio a Maiori, l’assessore regionale all’ambiente
Luigi Nocera, il deputato dei Verdi, Grazia
Francescato e tutti gli
ambientalisti, professori ed esperti, hanno ribadito, con dati
scientifici, che un allevamento di tonni in costiera
amalfitana sarebbe dannoso per l’intero ecosistema. Ci sarà
ora un tavolo di concertazione fra i vari enti e associazioni.
Un
tavolo di concertazione tra tutti gli enti competenti quali
Comuni, Provincia, Regione, Parco dei Monti Lattari, Comunità
Montana, ambientalisti ed
organizzatori del convegno. Lo ha proposto l’assessore
regionale all'ambiente, Luigi Nocera che ha individuato come
linea mediana la possibilità di valutare più serenamente
eventuali rischi dell’impianto di stabulazione
dei tonni in progettazione a Cetara.
“E’ comunque inimmaginabile
prevedere un allevamento del genere in Costiera Amalfitana” ha
poi aggiunto l' assessore intervenuto a Maiori nel corso del
convegno sul tema “Costiera amalfitana, un mare da proteggere”
promosso dal comitato formato da Italia Nostra, Greenpeace e
Wwf col patrocinio del Comune di Maiori.Il
Convegno, nel corso del quale è
stata invocata da parte del rappresentante regionale l’urgenza
di un confronto fra enti, ha fatto registrare un serrato
dibattito tra le varie componenti ambientaliste e i numerosi
partecipanti (ricercatori, politici e produttori) i quali
hanno espresso diverse posizioni, ma tutte con la convinzione
che un allevamento di tonni sarebbe impensabile e deleterio
per l'ecosistema della costiera amalfitana, e per l'immagine
che ne ricaverebbe questo patrimonio dell'Umanità.“Il nostro
obiettivo - ha dichiarato Raffaella Di Leo, presidente
regionale di Italia Nostra - è quello di confrontarci, dati
scientifici alla mano, sugli effetti che l’allevamento
potrebbe avere sull’ecosistema marino”. Un problema, questo,
sottolineato anche da Carlo Trozzi, direttore tecnico di
Techne Consulting, secondo il quale “il progetto approvato dal
Comune di Cetara presenterebbe alcuni limiti in quanto non ci
sarebbero solo indicazioni generali
e non offrirebbe nessuna garanzia per preservare le esigenze
del comprensorio amalfitano”.Di
parere diametralmente opposto è stato l’intervento
di Alfonso Pappalardo. “Noi
tuteliamo la specie perché viviamo con i tonni – ha detto il
vice presidente del consorzio del tonno rosso
del Mediterraneo – Si dovrebbero
colpire, piuttosto, tutti i pescatori dilettanti che fanno
strage di novellame. Vogliamo esclusivamente allevare i tonni
da noi pescati per poi rivenderli direttamente ai giapponesi
senza alcuna mediazione e questo perché la pesca
indiscriminata del tonno ha portato il comparto quasi al
collasso. Oggi, in gioco, c’è la sopravvivenza di più duecento
famiglie”.No alle gabbie in
Costiera è anche la ferma convinzione di Grazia Francescato,
parlamentare dei verdi e componente
della Commissione Ambiente della Camera, secondo la quale "è a
rischio l'intero ecosistema, e non possiamo più immaginare di
sfruttare in questo modo il nostro ambiente, inimmaginabile
poi, pensare di realizzare un allevamento di tonni proprio
qui, in questo territorio che dovrebbe essere tutelato".Di
un incarico neutrale che possa far
svanire ogni dubbio sul presunto inquinamento degli impianti
di stabulazione ha parlato, invece, Salvatore Gagliano. “Con
la Regione nel ruolo di mediatore bisogna affidare un incarico
ad un laboratorio scientifico per studiare il problema e
sgombrare il campo da qualsiasi dubbio”. Ma i dubbi sono stati
fugati nettamente dal professore
Giovanni Fulvio Russo dell'Università la Parthenope di Napoli
e da Valerio Zupo, della stazione zoologica "A.Dohrn" di
Napoli: "gli effetti sarebbero devastanti - hanno affermato
entrambi, dopo aver presentato al folto pubblico presente in
sala, una relazione scientifica - ed è auspicabile che la
regione faccia un piano regionale delle acque, valutando
rischi ed eventuali effetti economici positivi". Ma tutti gli
interventi hanno puntato anche sull'immagine negativa che
riceverebbe la costiera amalfitana: "sarebbe
un boomerang - hanno affermato i diversi albergatori presenti
- e così per dar lavoro a poche famiglie, rischieremmo di
avere un collasso generale di tutta la costiera amalfitana che
si basa sul turismo". Un video realizzato da Greenpeace,
grazie alla presenza di Alessandro
Giannì, responsabile mare della più importante associazione
ambientalista al mondo - ha poi mostrato cosa concretamente si
verificherebbe in un ecosistema con la presenza di un
allevamento di tonni. Nei mari della Croazia, dove sono
presenti una cinquantina di
allevamenti, non basterà un secolo a far ritornare in vita i
fondali, ora praticamente senza vita. |