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A sessant'anni dallo sbarco degli Alleati a Maiori |
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Quando uomini e armi invasero Maiori e il Valico di Chiunzi |
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Storie di coraggio e di viltà, in un periodo pieno di incertezze e difficoltà.Lo sbarco fu un avvenimento che irruppe nella vita quotidiana dell'intera Costa |
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Ecco come descrive lo sbarco Hugh Pond nel suo libro "Salerno!"; "Ore 3,20. Le prime truppe incominciarono a sbarcare sull'estrema punta settentrionale della penisola di Sorrento, a Maiori, senza incontrare alcuna resistenza. Esse erano composte dai rangers americani agli ordini del tenente colonnello Bill Darby, e dovevano operare indipendentemente sul fianco del settore inglese. Una spiaggia scoscesa permise alle navi più grandi di avvicinarsi alla costa e ben presto cominciarono a sbarcare il materiale con la precisione e la facilità di una manovra in tempo di pace. Queste tenaci truppe d'assalto avanzarono e si trincerarono in posizioni dominanti l' importante passo di Chiunzi, uno dei due varchi che portavano a Napoli. Da qui dominavano le strade e la ferrovia fra Salerno e Napoli. Tre ore dopo tutto il materiale e l'equipaggiamento erano a terra; le truppe si stavano scambievolmente congratulando per il successo di questa facile operazione".
Maiori fu invasa da carri armati, trattori, batterie motorizzate, convogli della Croce Rossa. I cittadini cominciarono ben presto a familiarizzare con gli americani, 1600 uomini del 1°,3°,4° battaglione Ranger, al comando del colonnello William D. Darby, più quelli dell'83° battaglione mortai chimici. Non pochi rivelavano di essere figli di emigrati di queste zone. Una mattina, in piazza, un sergente stava parlando animatamente di questioni di servizio con carabinieri e persone del posto. Alla folla che s'era radunata intorno, il sottufficiale esclamò: "Ma che stamme pazzianno? Jatevenne a 'e case vuoste, ca dovimme fa' 'a guerra". Era, infatti, originario di Torre del Greco. Più complesso il rapporto con gli inglesi, ai quali competeva la ronda notturna. Darby fu ucciso qualche anno dopo, addirittura a guerra conclusa, dalle parti del lago di Garda, ad opera di un cecchino. Intanto comando del aveva meritato la promozione a generale. A Maiori gli alleati si
insediarono a palazzo Mezzacapo. Allestirono accampamenti negli
"orti" del lungomare, impiantarono i loro ospedali nei
giardini pubblici e nella chiesa di san Domenico. Alcuni camion
parcheggiati nell'attuale piazza Mercato fungevano da magazzini per lo
spaccio. Una sala al primo piano di palazzo D'Amato divenne circolo per
gli ufficiali. Subito prese corpo un attivo commercio di sigarette,
cioccolato, caramelle, biscotti, carne in scatola. Le vicende dello
sbarco e dell'avanzata al valico di Chiunzi restano ancora
impresse nella mente dei più anziani ma anche di figli e nipoti che le
hanno sentito spesso raccontare. C'è chi ricorda che i tedeschi avevano
minato il ponte di sant' Antonio, in località Ferriere di Tramonti. Il
proprietario di una casa, lì vicino, se ne accorse, sparò, uccidendone
due. Quindi disinnescò le mine. Era stato, nella prima guerra Conquistato il valico di Chiunzi, il capitano Emil "Doc" Schuster vi improvvisò un ospedale da campo, in un fabbricato trasformato poi in pizzeria ("La violetta"), per assistere e curare i feriti. Un comportamento eroico, il suo: gli era giunto l'ordine di spostarsi in un luogo più sicuro, ma rifiutò. Schuster mori sul campo, a Venafro, di lì a poco. E, per il coraggio dimostrato, gli fu conferita una decorazione. Cinquant'anni dopo, 1'8 settembre 1993, una rappresentanza di Rangers tornò a "La violetta". Il colonnello Herman Dammer, il capitano R. Noli Dyl, il sergente Carlo Harrison Lehmann rievocarono, con commozione, fatti e personaggi di quei drammatici giorni. Dyl rivendicò un merito: fu lui a catturare il primo tedesco, dopo aver messo piede a Maiori. "Lo sbarco non fu una passeggiata -confessò il colonnello Dammer-. Ci trovammo di fronte una forza non indifferente". E aggiunse che proprio sul Chiunzi "si crearono le premesse per la vittoria nella disperata battaglia di Salerno". Sigismondo Nastri |